Il Leone e Allianz in lizza per le polizze del Banco, già nel mirino del Crédit

La gara non si è ancora aperta, ma l'interesse è già evidente tra i big del settore finanziario. Dopo l’avanzata di Crédit Agricole nel capitale di Banco Bpm (9,2% del capitale), da più parti si è ipotizzato che i francesi vogliano puntare a diventare partner assicurativi dell’istituto lombardo-veneto, impegnato a sciogliere le joint venture attualmente in corso, riportando le attività in casa

MILANO. La gara non si è ancora aperta, ma l'interesse è già evidente tra i big del settore finanziario. Dopo l’avanzata di Crédit Agricole nel capitale di Banco Bpm (9,2% del capitale), da più parti si è ipotizzato che i francesi vogliano puntare a diventare partner assicurativi dell’istituto lombardo-veneto, impegnato a sciogliere le joint venture attualmente in corso, riportando le attività in casa. Una strategia che prelude alla scelta di un partner unico nelle polizze.

La prospettiva fa gola anche ad Axa, così come a Generali e ad Allianz, che avrebbero espresso manifestazioni d’interesse in tal senso. Avance effettuate per non restare indietro rispetto ai concorrenti, anche se non sono attesi sviluppi a breve. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha infatti tempo dal 1° gennaio al 31 dicembre prossimo per esercitare la call sulla joint venture con Cattolica Assicurazioni, creata ben prima che la società scaligera finisse all’interno del gruppo Generali. Fonti di mercato affermano che sarebbero già avviate le trattative per concludere la coabitazione in Vera Vita e Vera Assicurazioni, con il Banco che non avrebbe problemi a reperire le risorse per rilevare il 65% di entrambe le società attualmente nelle mani della compagnia veronese.

Detto dei candidati, la scelta finale potrebbe non essere determinata solo dal prezzo offerto, secondo una nota diffusa dalla banca, che annuncia di aver avviato “un processo strutturato”, che permetterà di «esaminare e confrontare i termini delle offerte» e nel contempo di valutare «nell’interesse dei propri azionisti, eventuali opzioni di partnership», a patto assicurino «un’importante creazione di valore coerente rispetto alle scelte industriali definite nel piano strategico».

Parole che sembrano indicare la volontà di avviare una riflessione ad ampio spettro che tenga in conto delle strategie future della banca, la quale resta al centro del risiko di settore, con Crédit Agricole che potrebbe rafforzare la presa e UniCredit che non avrebbe abbandonato del tutto i progetti di acquisizione, nonostante il blitz fallito poche settimane fa.