I piani di Allianz: Est Europa e Africa saranno le nuove frontiere di crescita

Ieri l’assemblea ha esaminato dividendo e conti 2021. Al via la joint con Sanlam. Avanti con il piano strategico

TRIESTE. Est Europa e continente africano: sono le nuove frontiere dell’espansione del colosso assicurativo tedesco Allianz presieduto da Michael Diekmann nell’assemblea che ieri ha esaminato i conti 2021. Il fatturato è cresciuto del 6% pari a 149 miliardi di euro con un deciso miglioramento dell’utile operativo del 25% a 13,4 miliardi di euro.

Aumenta il dividendo a 10,80 euro (+12,5%). Nei rami Danni i ricavi sono pari a 62,3 miliardi con un utile operativo di 5,7 miliardi di euro: «Lo scorso anno abbiamo avuto numeri impressionanti con il miglior risultato operativo di sempre. Questi risultati -ha detto il Ceo Oliver Baete- premiano la nostra strategia e ci consentono anche di liberarci dagli effetti negativi derivanti dalla politica di tassi d’interesse ultra-bassi nell’Eurozona».

Gli obiettivi del nuovo piano strategico 2022-2024 prevedono fra l’altro una revisione più generosa della politica dei dividendi con un obiettivo di 160 miliardi di giro d’affari e una crescita annuale dell’utile per azione del 5-7 per cento. Il colosso assicurativo tedesco di Monaco negli ultimi tre anni ha investito più di 5 miliardi di euro sulle acquisizioni, sparse per il mondo, dall’Australia, al Brasile. «Allianz continua a generare risultati oltre le aspettative, dimostrando così che la sua strategia di semplificazione incentrata sul cliente sta funzionando. Puntiamo a sfruttare la nostra scala globale come vantaggio competitivo per crescere sia in termini di base clienti che di margini», ha detto il Ceo Se, Oliver Baete accanto al Cfo Giulio Terziariol.

Sul fronte delle acquisizioni il gruppo ha annunciato ieri la joint venture con Sanlam, il più grande assicuratore africano, che unisce le rispettive attività nel continente per un valore di 2 miliardi di euro che avrà sede a Città del Capo. Nel settore finanziario africano sono sbarcati i giganti della telefonia mobile e delle startup fintech che sfidano i tradizionali fornitori di servizi bancari e assicurativi. Da qui la decisione di Sanlam di allearsi con il colosso assicurativo tedesco per per sfruttare la digitalizzazione in rapida crescita e i pagamenti tramite smartphone.

Sul fronte della crescita è nell’Est Europa che si gioca la sfida soprattutto con Generali. Allianz è riuscita ad espandersi in Polonia, vincendo la concorrenza del Leone per gli asset messi in vendita dagli inglesi di Aviva. Il gruppo tedesco è riuscito a conquistare la preda con un’offerta da 2,5 miliardi diventando la quinta compagnia in Polonia e la secondo nel Vita.

E ieriil Ceo Baete ha ricordato che i riflettori sono sempre accesi sull’Italia dopo l’operazione di acquisizione della compagnia danni Aviva Italia, che oggi si chiama Allianz Viva, che ha «consolidato la nostra posizione quale terzo gruppo sul mercato» nel Danni.

L’assemblea di Monaco ha anche analizzato le ombre di pandemia e guerra sul mercato europeo delle polizze. Baete, al fianco del board di cui fa parte anche il triestino Sergio Balbinot nominato in questi giorni presidente della filiale italiana Allianz Spa, ha confermato che anche il gruppo tedesco, come ha fatto anche Generali, ha cessato le proprie attività in Russia «in modo ordinato ma deciso». «In Ucraina Città e paesi sono in rovina. La gente ha perso le loro famiglie. E le loro case. Quello che sta succedendo sotto gli nostri occhi di noi europei ci lascia senza parole», ha detto.

Il gruppo ha messo a disposizione 12,5 milioni di euro in aiuti umanitari all’Ucraina. I dipendenti hanno donato fino a oggi 1,1 milioni. E stato un anno in cui la pandemia ha colpito duramente la Germania: «Ce ne eravamo quasi dimenticati per un breve periodo. Ma non era finita come avremmo scoperto in autunno. Ora vogliamo tornare a fare la nostra parte per tornare a una nuova normalità. Abbiamo dovuto prenderci cura dei nostri dipendenti, offrendo servizi per aiutarli ad affrontare anche la sofferenza psichica. Siamo stati in grado di essere presenti per i nostri clienti in un momento difficile, sia di persona che in digitale. Ora bisogna ripartire».