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Frattura nel cda delle Generali: la lista Caltagirone fuori dai comitati

I tre consiglieri chiedono di creare un organo ad hoc per le operazioni strategiche. Tutte le nomine

Luigi Dell'Olio
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TRIESTE La distensione ipotizzata alla vigilia non c'è stata. La riunione del cda di Generali terminata nella tarda serata di ieri ha scelto i nomi per i comitati consiliari e non c'è traccia di esponenti della lista Caltagirone. Per il comitato Controllo e Rischi è stato eletto presidente Luisa Torchia, con Umberto Malesci e Clemente Rebecchini componenti. A presiedere il comitato per le Remunerazioni sarà Diva Moriani, con altri tre componenti: Alessia Falsarone, Clara Furse, Lorenzo Pellicioli. A guidare il nomitato per le Nomine e la Corporate Governance è stato indicato il neopresidente del gruppo assicurativo Andrea Sironi, affiancato da Clara Furse, ancora Diva Moriani e Luisa Torchia.

Proseguendo nelle nomine, per il comitato destinato a occuparsi di Operazioni con le Parti Correlate la presidenza va Antonella Mei-Pochtler, con gli altri membri che sono Diva Moriani e Luisa Torchia. Infine il comitato Innovazione e Sostenibilità sociale e ambientale sarà presieduto da Umberto Malesci, con componenti Alessia Falsarone e Antonella Mei-Pochtler. Mentre il comitato per gli Investimenti non è stato, al momento, costituito.

Una nota diffusa dalla società segnala che «i consiglieri Marina Brogi, Francesco Gaetano Caltagirone e Flavio Cattaneo hanno rinunciato, allo stato, a far parte dei Comitati endoconsiliari, richiedendo la creazione di un Comitato endoconsiliare sull’esame preventivo di operazioni aventi valore strategico che, nella proposta presentata, sarebbero state esaminate direttamente dal plenum del cda».

Secondo informazioni raccolte da questo giornale, dal fronte Caltagirone emerge invece l'amarezza per le decisioni assunte dal board. Si lamenta da parte degli esponenti della maggioranza la mancata risposta all'atteggiamento di disponibilità al dialogo palesato dagli esponenti della maggioranza. Inoltre si fa notare che viene abolito il comitato strategico, con i poteri che vengono accorpati da Philippe Donnet. Un approccio, viene sottolineato, molto diverso rispetto alle aperture al dialogo arrivate nei giorni scorsi dal ceo di Mediobanca Alberto Nagel, che auspicava collaborazione tra le parti nell'interesse comune della società. Le parti correlate in particolare sono un tema su cui l'imprenditore romano ha battuto molto. La riunione di ieri non è riuscita evidentemente, nonostante la mediazione del nuovo presidente Sironi, ad attenuare le divergenze.

Tornando alle decisioni di ieri, il consiglio di amministrazione ha incaricato il comitato per le Nomine e la Corporate Governance di predisporre una proposta in merito, alla luce del benchmark di mercato. La nota conclude che «il consiglio ha altresì accertato, in capo a tutti i suoi componenti, il possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità, ed indipendenza previsti dalla normativa applicabile alle imprese di assicurazione». Quello dei comitati, mentre resta ancora da definire il nome del vicepresidente di

La riunione di ieri di Generali è stato il primo banco di prova per superare le fratture dopo la battaglia dei mesi scorsi in vista dell'assemblea. Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, giovedì nella presentazione della trimestrale alla stampa ha auspicato un superamento della fase di antagonismo per entrare in una fase di più stretta collaborazione per il bene della compagnia e per tutti gli attori in campo. —

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