Nuovo passo avanti dell’Opa Sparkasse su Civibank: adesioni vicine al 70%

In mano a CariBolzano il controllo del 68,99% delle azioni. Conto alla rovescia per la decisione del Tar sulla sospensiva. Il Tribunale amministrativo deciderà il 18 maggio 

CIVIDALE. L’Opa Sparkasse su Civibank continua a raccogliere adesioni. Ieri sera, il pacchetto di azioni controllato da CariBolzano è arrivato a sfiorare il 70% del capitale sociale fermandosi a 68,99%. Dal 6 maggio a ieri, la banca altoatesina ha raggranellato un altro 2,72% del pacchetto azionario oggetto dell’Opa e come detto si è “fermata” a un punto dalla soglia del 70% quando mancano ancora 6 giorni (sabato e domenica esclusi) al termine dell’Opa.

L’ultimo giorno per aderire sarà il 20 maggio prossimo, mentre per il 25 è fissata la data di pagamento delle azioni portate in Opa come pure dei warrant. A ieri erano il 51,03% quelli portati in adesione, che sommati ai 9,92% già in manoa Sparkkasse portano il totale strumenti finanziari consegnati dai soci storici in Opa a superare il 60%.

Com’è noto, il futuro dell’Offerta pubblica d’acquisto al momento è sub iudice. Il consiglio di amministrazione di Civibank ha depositato un ricordo al Tribunale europeo affinché annulli il via libera dato all’operazione dalla Bce e contestualmente ha presentato istanza cautelare al Tar Lazio che deciderà sulla sospensiva il prossimo 18 maggio, alla viglia dunque del termine utile ad aderire all’Opa e pure della liquidazione degli azionisti.

L’attesa ora è tutta per il “verdetto” del tribunale amministrativo. Intanto fioccano pareri e interventi. Dopo l’interrogazione depositata a palazzo Madama dai senatori Elio Lannutti e Luisa Angrisani al ministro dell’Economia, Daniele Franco, sull’Opa, ieri è intervenuto il professor Andrea Pisaneschi, Ordinario di diritto costituzionale Università di Siena, che ha tentato di rispondere alla domanda dalla quale dipende il destino dell’Opa Sparkasse su Civibank: «Può una banca controllata da una fondazione bancaria acquisire il controllo di un’altra banca a seguito di un’Opa? Il caso dell’offerta della Cassa di Risparmio di Bolzano, controllata dall’omonima Fondazione, che acquisirebbe il controllo indiretto di Banca di Cividale, ripropone – ha detto Pisaneschi – un problema che pareva superato».

Il giurista ricorda «che il decreto legislativo 153/1999 consentiva alle Fondazioni con allora patrimonio netto contabile non superiore a 200 milioni di euro e a quelle operative prevalentemente in Regioni a statuto speciale di mantenere la partecipazione di controllo della banca conferitaria».

Pisaneschi ricorda però che lo stesso decreto, all’articolo 6, «vieta l’acquisto di nuove partecipazioni di controllo in società diverse dalla conferitaria». Conclude, il professore, proponendo una nuova, sibillina domanda: «Perché ad alcune fondazioni sarebbe impedita anche l’acquisizione indiretta del controllo di banche, mentre solo le banche controllate da Fondazioni di Regioni a statuto speciale?».

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