Generali, cresce la redditività, effetto Russia sull’utile

Confermati gli obiettivi del piano industriale. Balzo dei premi. Borean: sul fronte acquisizioni guardiamo all’Europa e all’Asia

TRIESTE Generali ha chiuso il trimestre con un risultato operativo in crescita a 1,62 miliardi (+1,1%). Sull’utile netto di 727 milioni, in calo del 9,3% rispetto agli 802 milioni dello stesso periodo del 2021, pesano svalutazioni sugli investimenti russi per 136 milioni. Senza tale impatto, l’utile netto si attesterebbe a 863 milioni. Il dato è comunque superiore al consensus degli analisti. Il gruppo triestino ha svalutato nel primo trimestre la partecipazione del 38,5% in Ingosstrakh di oltre 200 milioni. Sul fronte acquisizioni il Cfo Cristiano Borean ha precisato in un incontro con gli analisti che il gruppo è «sempre alla ricerca di opportunità sul mercato. Come dimostrato nei tre anni precedenti, siamo disciplinati e opportunistici. Va vista come opportunità per creare valore per tutti gli stakeholders e non come un obbligo». Generali darà priorità allo «sviluppo dell'attività di asset management asset e del segmento assicurativo in Europa nonchè in Asia, come dimostra la recente acquisizione in India».

Il Cfo delle Generali Cristiano Borean

Tornando ai conti diffusi stamane 19 maggio i premi lordi sono ammontati a 22,3 miliardi (+6,1%). «I risultati al primo trimestre confermano l'ottima performance di Generali, nonostante lo scenario caratterizzato dall'incertezza dovuta al conflitto in Ucraina. Lo sviluppo del business nei segmenti più profittevoli dimostra la costante capacità del Gruppo di generare valore, mantenendo una posizione di capitale solida e ai vertici del settore», ha sottolineato il Group ceo, Cristiano Borean. Il capo della finanza del Leone conferma gli obiettivi del piano industriale nonostante lo scenario dei mercati internazionali si è molto complicato a caua del rallentamento della crescita economica, aumento dell'inflazione e rischi di escalation dell'invasione russa in Ucraina. Le Generali proseguono una strategia di «ribilanciamento del portafoglio Vita a rafforzamento ulteriore della profittabilità e con una logica di più efficiente allocazione di capitale, pur in presenza di un rialzo dei tassi di interesse». Borean ha anche chiarito che a fine 2021 il valore dei titoli dei Btp nel portafoglio era 63 miliardi, a fine marzo il valore è 59 miliardi: «La diminuzione è principalmente ma non interamente dovuta all'andamento dei tassi di interesse anche perché di sono state delle scadenze oltre all'andamento dei valori di mercato».

Tornando ai conti i premi lordi hanno raggiunto 22,3 miliardi (+6,1%), in aumento nel Danni (+6,4%) e nel Vita (+6%) mentre il Solvency Ratio si attesta al 237% (dal 227% di fine 2021). Il Combined Ratio è pari a 90,4% (+2,4 punti base). Infine, per quanto riguarda le previsioni per il 2022 la compagnia sottolinea che «il settore assicurativo globale potrebbe risentire dell'incertezza derivante dal rallentamento della crescita economica, dall'aumento dell'inflazione e dai rischi di escalation dell'invasione russa in Ucraina» e conferma come detto i target del piano triennale.