Confidi Friuli: dalle garanzie al credito diretto erogato in 48 ore

Grazie all’operatività del nuovo sistema gestionale, partirà a breve (forse già entro giugno) il credito diretto, con finanziamenti fino a 30-50mila euro per 3-5 anni di durata

UDINE. Tornano a crescere i crediti deliberati, +13% tra gennaio e aprile. E ne muta la composizione, con la ripresa dei finanziamenti a medio e lungo termine, dopo un 2021 sulle barricate, dominato dal breve termine. Sono numeri che consentono di guardare con prospettive al futuro, quelli con cui Confidi Friuli ha chiuso il bilancio 2021 presentato ieri dal presidente Cristian Vida. L’occasione per annunciare, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, anche le novità che consentiranno a Confidi Friuli di estendere il perimetro delle proprie attività.

In particolare, grazie all’operatività del nuovo sistema gestionale, partirà a breve (forse già entro giugno) il credito diretto, con finanziamenti fino a 30-50mila euro per 3-5 anni di durata. Non l’unica novità, visto che il consorzio, uno dei due in regione che per volume delle attività finanziarie sono posti sotto la diretta vigilanza di Bankitalia, sarà presto operativo anche per il rilascio di fideiussioni e come advisor. Sempre sul fronte dei finanziamenti, in cantiere altri strumenti innovativi di credito, come i basket bond settoriali o dimensionali, i crediti on line entro 48 ore attraverso piattaforme che già collaborano con Confidi Friuli e linee di credito ad hoc per progetti sul fotovoltaico.

Dietro a questi nuovi progetti la solidità patrimoniale di un consorzio che, come sottolineato da Vida, nel 2021 ha visto scendere dal 22 al 18% il rapporto tra credito deteriorato e garanzie in essere e che vanta un patrimonio netto che supera di quasi 5 milioni le partite deteriorate.

Se la crescita dei finanziamenti deliberati nel corso del 2021, 79 milioni, con 40 milioni di garanzie rilasciate, è stata di pochi decimali rispetto al 2020, l’inizio del 2022 rivela un incremento a doppia cifra. Segnato anche, come detto, da una ripresa del medio-lungo termine, che vale circa il 50% delle nuove erogazioni, dopo essere sceso sotto al 30% nel 2021.

Ossigeno fondamentale per le imprese, soprattutto in un momento come questo, dove i timidi segnali di ripresa degli investimenti devono fare i conti con un sistema dei costi e delle forniture impazzito a causa della crisi energetica e della guerra.

Da qui la richiesta di sostegno che Vida avanza alla Regione. In testa all’agenda un credito di 600mila euro che Confidi Friuli rivendica in base alla legge regionale 3/2020 per i processi di fusione portati a termine, prima settoriali (commercio e industria Udine), poi territoriali (Udine e Pordenone).

Aggregazioni che hanno consentito di entrare nel novero dei 32 Confidi nazionali vigilati da Bankitalia. E fondamentali per fare massa critica, come evidenziato anche dai presidenti regionali di Confcommercio e Confapi, Giovanni Da Pozzo e Massimo Paniccia, e dal direttore generale di Confindustria Udine Michele Nencioni. «Il sostegno della Regione non verrà meno», ha assicurato da parte sua Bini, dichiarando che «Confidi Friuli è strategico per le piccole e medie imprese e cardine fondamentale nel mondo del credito».

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