Generali in manovra per il 5% di Cattolica: obiettivo il delisting

Generali ha esplicitato l’intenzione di acquistare almeno 12,166055 milioni di azioni ordinarie della compagnia scaligera. Tenuto conto delle azioni già detenute, questo consentirebbe al gruppo triestino di superare il 90% del capitale di Cattolica.

TRIESTE. Cattolica Assicurazioni verso l’uscita dalla Borsa. Nel pomeriggio del 23 maggio Generali ha diffuso un comunicato per esplicitare l’intenzione di acquistare almeno 12,166055 milioni di azioni ordinarie della compagnia scaligera, che corrispondono al 5,3279% del capitale sociale di quest’ultima. Tenuto conto anche delle azioni già detenute, questo consentirebbe al gruppo triestino di superare il 90% del capitale di Cattolica.

La nota non parla esplicitamente di delisting, ma la normativa di settore prevede che scatti automaticamente un’Opa residuale se un soggetto giunge a detenere una partecipazione superiore al 90% (e inferiore al 95%) nel capitale di una società quotata. In questo caso il legislatore assume che il flottante rimasto non sia idoneo ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni e pertanto consente un diritto di uscita agli azionisti di minoranza.

Diverso è il caso in cui l’Opa totalitaria superi il 95% (non è questo il caso), per cui l’offerente può avvalersi del diritto di acquisto delle azioni residue (gli attuali detentori sono in quel caso tenuti a consegnarle).

Tornando all’operazione annunciata ieri, Generali ha dato mandato a Equita Sim (intermediario autorizzato e sole bookrunner) di acquistare la suddetta partecipazione attraverso una procedura di reverse accelerated book-building.

Quest’ultima è un’operazione che consente di vendere in blocco azioni, con l’intervento di investitori istituzionali senza comunicazioni pubbliche e senza passare per il mercato: questo consente di completarle in uno, massimo due giorni. Equita effettuerà l’operazione a un prezzo massimo di 6,75 euro per azione, che lascia spazio di manovra rispetto alla chiusura di ieri a quota 6,27 euro.

La compagnia veronese ha fatto segnare un +2,20% rispetto a venerdì scorso, contro il -0,45% del Ftse Mib, quest’ultimo penalizzato dallo stacco di una serie di dividendi, tra cui la stessa Generali. L’ammontare definitivo di azioni Cattolica acquistate da Generali e il loro prezzo verranno comunicati al termine dell’operazione.

Sta dunque per completarsi il percorso avviato nella primavera del 2020, quando Cattolica si è trovata a fare i conti con un deficit di capitale in seguito alla crisi pandemica e, su pressione delle autorità di settore, ha dovuto cercare un partner.

Dopo una prima avance da parte di Vittoria Assicurazioni, si è fatta avanti Generali con un primo aumento di capitale che ha messo in sicurezza i conti nell’autunno di due anni fa, seguito nel 2021 da un’Opa subordinata alla trasformazione da cooperativa in società per azioni (poi avvenuta) e incentrata sulla collaborazione tra le due realtà senza abolire il marchio Cattolica.

La scorsa settimana la società ha presentato i risultati relativi al primo trimestre (che si è chiuso con un risultato operativo di 50 milioni, dimezzato rispetto allo stesso periodo di un anno fa) e nell’occasione l’ad Carlo Ferraresi ha spiegato che «la società sta lavorando all’integrazione operativa con Generali».

Lo stesso manager in passato ha spiegato che “al termine di questo processo (di integrazione, ndr), il brand Cattolica e i nostri punti di forza continueranno ad esistere, inseriti all'interno di un Gruppo solido e innovativo, che ci permetterà di ampliare la nostra offerta di prodotti e compiere un ulteriore salto di qualità. 

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