Su Hypo Bank cala l’ultimo sipario: Julia Portfolio Solutions chiude e licenzia i dipendenti

La sede di Julia Portfolio Solutions a Tavagnacco 

La newco che nel luglio 2020 ha rilevato quel che restava dell’istituto austriaco di credito, partecipata al 100% dal fondo Bain capital credit, ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria l’attivazione di una procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività.

TAVAGNACCO. Stavolta sembra che il sipario, sull’ex Hypo Alpe Adria Bank, sia pronto a calare per l’ultima volta. Julia Portfolio Solutions,  la newco che nel luglio 2020 ha rilevato quel che restava dell’istituto austriaco di credito, partecipata al 100% dal fondo Bain capital credit, ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria l’attivazione di una procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività.

A farne le spese saranno i 68 lavoratori rimasti a libro paga della società, ciò che resta di quello che poco più di 10 anni or sono era un esercito di 526 dipendenti in forze tra Fvg, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, ridotti nel corso di ben tre procedure successive (nel 2013, 2016 e 2018) . La procedura attivata prevede attualmente il licenziamento di 58 persone e in mantenimento (temporaneo) delle restanti 10. 

Ma facciamo un passo indietro. Al 2020, quando il fondo rileva l’ex Hypo Alpe Adria Bank dal Governo austriaco, che la deteneva tramite HBIBundesholding AG. I dipendenti sono rimasti 75, il portafoglio in gestione ammonta a circa 400 milioni iniziali. L’obiettivo di Bain capital credit è quello di rafforzare la propria presenza strategica nel settore NPL in Italia. 

Il progetto però non decolla. «Stando a quanto fa sapere l’azienda, il portafoglio non è stato incrementato inducendo la società a ritenere non più utile mantenere in piedi la spa» fa sapere Guido Fasano, segretario di Fabi Udine che sta seguendo la vertenza.

Guido Fasano, segretario provinciale di Fabi Udine

Ennesima doccia fredda per i dipendenti dell’ex Hypo. Stavolta forse ancor più fredda delle precedenti. «Qui infatti non c’è prosecuzione d’azienda e dunque è tutto più difficile – continua Fasano –. Ci auguriamo che al di là del ruolo istituzionale, la Regione possa intervenire per trovare una soluzione per questi lavoratori».

Ricevuta la comunicazione dei licenziamenti, ora le parti sociali si riuniranno lunedì per il primo atto formale, vale a dire l’attivazione della procedura di confronto lunga 50 giorni che con molta probabilità si concluderà senza intesa, proprio alla luce della cessazione d’attività.

A quel punto prenderà il via la fase amministrativa, lunga 45 giorni, che vedrà coinvolte la Regione e la direzione centrale Lavoro. 

maura.dellecase@gnn.it