Crédit Agricole, nessuna mira su Mps. «Nel Banco non oltre il 10%»

La sede di Crédit Agricole Friuladria a Pordenone

La Banque Verte fa chiarezza alla presentazione del suo di piano a medio termine, con il quale intende raggiungere nel 2025 oltre 6 miliardi di utili e rafforzare ulteriormente la redditività con un ritorno sul patrimonio netto tangibile superiore al 12%. «Per quanto riguarda Monte Paschi non è una tematica di attualità».

PORDENONE. Crédit Agricole continua a puntare sull'Italia che resta centrale nelle sue strategie, ma non ha interessi sul Monte dei Paschi di Siena che oggi svela il nuovo piano con in pancia 2,5 miliardi di aumento di capitale né, tantomeno, intende oltrepassare la soglia del 10 per cento in Banco Bpm di cui ha una quota del 9,2 per cento.

La Banque Verte fa chiarezza alla presentazione del suo di piano a medio termine, con il quale intende raggiungere nel 2025 oltre 6 miliardi di utili e rafforzare ulteriormente la redditività con un ritorno sul patrimonio netto tangibile superiore al 12%. «Per quanto riguarda Monte Paschi non è una tematica di attualità».

«Oggi la strategia che è stata data chiaramente data dallo Stato italiano è una strategia di sviluppo, di rafforzamento del capitale, quindi la domanda non si pone», spiega alla stampa il Deputy Ceo, Xavier Musca.

E anche su Piazza Meda l'Agricole è estremamente chiara: «Siamo rimasti sotto al 10% e, se volessimo superare il 10%, dovremmo chiedere l'autorizzazione alla Bce e non l'abbiamo fatto», è la puntualizzazione del Cfo, Jerome Grivet.

Sul Banco Bpm resta, invece, aperto il capitolo delle polizze. La banca guidata da Giuseppe Castagna «ha chiesto a vari assicuratori di fare delle proposte per la ripresa di partnership assicurative che aveva con altre compagnie sia per il vita che danni», ricorda Musca spiegando che ad oggi non c'è stata ancora nessuna decisione da parte dell'istituto italiano.

Il gruppo francese lancia le sue linee strategiche in cui rientrano anche un focus sulla transizione energetica e sull'assistenza sanitaria, in un momento di grande incertezza, tanto per la guerra quanto per la spirale inflazionistica. «Abbiamo fiducia di continuare una dinamica di sviluppo nel lungo termine» per questo «pubblichiamo» un piano che prevede «un miglioramento dei nostri risultati», assicura il ceo, Philippe Brassac.

Dalla banca arriva una forte spinta sulla trasformazione tecnologica a cui è dedicato un 1 miliardo in programmi di investimento a fronte di 20 miliardi di budget per It e digitale. Una voce che contraddistingue anche l'Italia dove sono previste, nell'ambito del ricambio generazionale, oltre 1.200 assunzioni (in particolare profili tecnici e specialistici a supporto della trasformazione digitale).

A livello generale, infine, la Banque Verte proseguirà la sua strategia di partnership e di acquisizioni mirate, così come intende fare la controllata Amundi pronta ad investire 2 miliardi in fusioni e acquisizioni.

«Il nostro modello prevede di dare la priorità alla crescita organica, attraverso la banca universale, ovvero quella di Crédit Agricole Italia che si sta fondendo con Creval e FriulAdria, e lo sviluppo delle nostre attività». Così Brassac, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo Piano industriale, rispondendo a una domanda sul futuro del gruppo nel nostro Paese. 

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