Piva sul modello Bcc: «Digitale ma anche rapporto col cliente»

Flavio Piva, presidente della Federazione Veneta delle Bcc

L’assemblea dei soci della Federazione Veneta delle Bcc di recente ha approvato il bilancio 2021 e confermato Flavio Piva alla presidenza.

PADOVA. «Siamo impegnati nella realizzazione di un modello ibrido, che coniughi la relazione fisica con il cliente e le comunità di riferimento con la digitalizzazione dei nostri servizi, grazie anche alla capogruppo».

L’assemblea dei soci della Federazione Veneta delle Bcc di recente ha approvato il bilancio 2021 e confermato Flavio Piva alla presidenza. Le dieci bcc venete aderenti a Iccrea migliorano tutti gli indici e determinano la buona salute del credito cooperativo. Piva, presidente della Bcc di Verona e Vicenza, è anche membro del cda della capogruppo Iccrea ed è stato nominato nel comitato esecutivo.

Presidente Piva, quale ruolo per le bcc nei prossimi anni?

«Le banche di credito cooperativo continueranno a presidiare il territorio. È un punto irrinunciabile della nostra politica: fidelizziamo la clientela e recuperiamo posizioni dove altri istituti abbandonano il territorio. Questa politica nel medio-lungo periodo genera fiducia e ci consente di crescere anche nella base sociale. La differenza del nostro modello è che gli utili generati servono non solo a patrimonializzare le nostre banche, e quindi a renderle più solide, ma anche a dar loro maggiore capacità di distribuire credito alle famiglie e alle imprese del territorio, a sostenere il tessuto economico, sociale e culturale con progetti e risorse concrete».

Negli ultimi anni il sistema delle bcc venete è stato al centro di importanti riorganizzazioni. Il processo si è completato?

«La situazione si è stabilizzata, siamo comunque un laboratorio e in futuro potrebbero affacciarsi ulteriori occasioni di fusione. Attualmente non ci sono situazioni di emergenza tra le bcc venete. Tutte sono in grado di proseguire da sole. Per quanto riguarda la presenza sul territorio, le bcc vanno in controtendenza rispetto al sistema bancario nazionale. Rimane infatti invariato il numero degli sportelli rispetto all’esercizio precedente (374 filiali) e stabile il numero dei dipendenti a 2.741. Per realizzare una banca di relazione il dipendente deve essere al centro. Prosegue il turnover e non mancano i pretendenti, il mercato delle finanza è in evoluzione, servono nuove competenze. Le bcc sono ancora molto attrattive da parte dei giovani».

Quali sono i numeri della Federazione?

«Il totale attivo è cresciuto a 23,7 miliardi di euro (+12,12%): la crescita è trainata da un aumento dei crediti verso la clientela che raggiungono i 18,4 miliardi del 2021 (+2,8%). La raccolta diretta da clientela ha registrato un incremento del 14,5% a 17,6 miliardi. Aumenta anche la dotazione patrimoniale delle bcc venete: il Cet 1 passa da una media del 15,87% del 2020 al 16,83% del 2021. Nel corso del 2021, le rettifiche su crediti sono aumentate da 84 milioni a 119 milioni. Il risultato netto d’esercizio è quasi raddoppiato a 71 milioni. I soci sono cresciuti a 101.560 unità».

Quali obiettivi per la Federazione veneta delle bcc?

«A gennaio 2022 ci siamo trasferiti nella nuova sede di proprietà al dodicesimo piano del Net Center di Padova. La nostra Federazione rimane un presidio territoriale importante: un luogo istituzionale di confronto, di dialogo, di scambio di esperienze tradizionali e innovative. La nuova Federazione è anche punto di incontro con la Federazione del Nordest e il Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia per la promozione della cultura bancaria e cooperativa». 

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