Da Luxottica a Generali, l’eredità di Del Vecchio: Milleri in pole per la cassaforte Delfin

L’imprenditore ha voluto dare delle indicazioni precise perché il suo progetto, la sua visione per le aziende e le importanti partecipazioni finanziarie restassero integri. Vale Per Essilor Luxottica, ma anche per l'immobiliare Covivio, per la sua fondazione e per le sue partecipazioni finanziarie, Mediobanca e Generali in primis

MILANO. Il sogno finanziario di Leonardo Del Vecchio gli sopravviverà. Il grande imprenditore, fondatore di Luxottica e presidente di EssiLux è mancato il 27 di giugno e nelle ore dopo la sua morte ancora non c’è una certezza sul dopo, in quanto il file testamentario ancora non è stato aperto. Ma si sa che lui ha voluto dare delle indicazioni precise perché il suo progetto, la sua visione per le aziende e le importanti partecipazioni finanziarie restassero integri. Vale Per Essilor Luxottica, ma anche per l'immobiliare Covivio, per la sua fondazione e per le sue partecipazioni finanziarie, Mediobanca e Generali in primis.

Del Vecchio, insieme al suo storico avvocato Sergio Erede, da anni ha studiato una governance della Delfin capace di rendere l'azienda impermeabile alle incursioni della sua famiglia, con un management già deciso, e con le linee guida della governance per continuare a sceglierlo nel futuro. Scrive Repubblica.it. I sei figli di Del Vecchio, Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca e Clemente ereditano infatti il 12,5% del capitale della finanziaria Delfin, e la moglie Nicoletta Zampillo (madre di Leonardo Maria) il 25%.

Del Vecchio ha avuto tre figli dalla prima moglie Luciana Nervo (Claudio, Marisa e Paola) uno dalla seconda e attuale compagna (Leonardo Maria, figlio della Zampillo) e due dalla terza Sabrina Grossi (Luca e Clemente). Lo statuto di Delfin prevede che ogni decisione venga presa con l'accordo di tutti e tre i rami della famiglia perché è prevista una maggioranza dell'88% della finanziaria per ogni decisione. Stessa regola vale per la scelta del management, il suo braccio destro Francesco Milleri è indicato come il suo successore naturale dentro alla cassaforte Delfin, oltre a continuare a essere il ceo di Essilor-Luxottica.

Il cda di Delfin è stato infatti allargato a 5 membri: oltre a Del Vecchio ne fanno parte Mario Notari, Romolo Bardin, Aloyse May e Giovanni Giallombardo. Tocca al consiglio della cassaforte esprimere anche il cda di EssiLux e delle altre partecipate. Milleri dovrebbe dunque prendere il suo posto nel consiglio della finanziaria. Tanto più che lo statuto di Delfin, come ricorda ancora Repubblica, prevede che i 5 amministratori della holding lo siano a vita, nessuno della famiglia può sostituirli, a meno che essi non si dimettano spontaneamente.

Il consiglio della finanziaria è autonomo dagli azionisti, pertanto può disporre degli investimenti e delle strategie senza passare dai soci, che invece intervengono solo per approvare il bilancio e la distribuzione del dividendo. Nel bilancio è inoltre previsto che una quota parte degli utili venga comunque destinata alla fondazione Leonardo Del Vecchio.

Il disegno di Del Vecchio sulle partecipazioni finanziarie resta immutato, vale sia per il 19% di Mediobanca che per il quasi 10 per cento detenuto nelle Generali.

In quel file c’è il disegno futuro di Del Vecchio e il nome di chi sarà e come a doverlo interpretare. Seguendo quel suo disegno. Scrive Tommaso Ebhardt nel suo libro “Mediobanca e Generali hanno mancato quel salto qualitativo, e dimensionale, che lui ha avuto il coraggio di fare con Luxottica. Va fatto. Vuole fargli giocare la partita internazionale. Solo il tempo ci dirà se ha ragione ancora lui, se il modello Luxottica si può applicare alla finanza”. Del Vecchio aveva questo sogno grandioso, è questa la sua più grande eredità.