Chi è Francesco Milleri: il successore di Leonardo Del Vecchio al vertice dell’impero Delfin

Francesco Milleri, vicepresidente di Luxottica dal 2016, ad dal 2018 e ceo di EssilorLuxottica dal 2021, è stata la persona esterna alla famiglia che più gli è stato vicino. Legati da un’amicizia ventennale è stato l’interprete ed l’esecutore della visione del genio di Agordo. A cominciare dalla grande operazione con Essilor

MILANO. Francesco Milleri è il successore di Leonardo Del Vecchio. Non solo a capo di EssiLux ma anche di Delfin, la cassaforte che custodisce il vasto impero miliardario del genio di Agordo. Ad annunciarlo è la stessa holding in una nota in cui si legge che “il cda di Delfin S.à r.l. ha preso atto dell’entrata in carica di Francesco Milleri quale nuovo Amministratore della Società, in sostituzione del Cav. Leonardo Del Vecchio, in attuazione delle disposizioni statutarie. Milleri, Presidente e Amministratore Delegato di EssilorLuxottica, è stato altresì nominato presidente di Delfin, “sulla base delle indicazioni del fondatore Leonardo Del Vecchio”. Romolo Bardin mantiene le deleghe operative della Società, nel suo ruolo di ad.

Francesco Milleri, vicepresidente di Luxottica dal 2016, ad dal 2018 e ceo di EssilorLuxottica dal 2021, è stata la persona esterna alla famiglia Del Vecchio che più gli è stato vicino. Legati da un’amicizia ventennale, come raccontato nella biografia Leonardo Del Vecchio di Tomnaso Ebhardt, Milleri è stato il suo terminale in azienda sin da tempi dell’ex ad Andrea Guerra. «Abbiamo ammodernato Luxottica, dobbiamo fare lo stesso con Essilor», racconta Del Vecchio nella sua biografia. «Quando sono tornato a guidare il gruppo nel 2014, ho dovuto sistemare tante cose, ci abbiamo messo sei anni per ristrutturare l’azienda. Ora faremo lo stesso percorso con Essilor». Disse Del Vecchio nella sua biografia, e parlando al plurale intendeva lui e Milleri.

Il manager, classe 1959, nasce a Città di Castello in Umbria. Si laurea con lode in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, dove matura un’esperienza come assistente alla cattedra di Economia politica, dal 1984 al 1986. Nel 1987 consegue un MBA in Business Administration con alto merito presso la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano, seguito da un biennio di specializzazione in Corporate Finance presso la Stern School of Business della New York University come assegnatario della borsa di studio "Donato Menichella" della Banca d’Italia.

Nel 1988, Francesco Milleri inizia la sua carriera come consulente aziendale per grandi gruppi italiani e multinazionali operando in numerosi settori, dalla meccanica ai beni di consumo, dalle istituzioni finanziarie al farmaceutico.

Il 2006 segna un anno di svolta. In quegli anni l’azienda di Leonardo Del Vecchio stava avviando la digitalizzazione dei suoi processi di business, alla cui definizione Milleri apporterà di lì a poco un contributo determinante guidandone la delicata fase di trasformazione. Grazie a questo intervento, Luxottica riuscirà in circa dieci anni a sostenere in modo efficiente la migrazione della quasi totalità delle sue attività nelle diverse aree geografiche, integrare sistemi e modalità di lavoro, e garantire la semplificazione dei processi, il controllo dei flussi e una più ampia flessibilità e rapidità decisionale.

Francesco Milleri, Leonardo Del Vecchio, Davide Oldani

Uno degli elementi più visibili del contributo dato alla rivoluzione digitale di Luxottica, lanciato in quegli anni, sarà il primo “Virtual Store”: un’app mobile di rilievo strategico per tutto il Gruppo che, aggregando l’insieme dei dati di vendita e delle attività nelle diverse geografie, è in grado di restituire, in qualsiasi momento, uno spaccato istantaneo, integrato ed efficiente dei dati di vendita del Gruppo, con dettaglio fino al singolo negozio. Il nuovo strumento consente ai vertici di compiere scelte informate, ponderate e trasversali a tutte le funzioni.

Negli anni successivi, Francesco Milleri si fa interprete della visione imprenditoriale di Leonardo Del Vecchio che, a partire dal 2016, lo vuole stabilmente in azienda, prima come Amministratore con funzioni vicarie, poi con l’incarico di Vicepresidente, infine, da gennaio 2018, anche come Amministratore Delegato del Gruppo.

Nel suo ruolo esecutivo in Luxottica, Milleri prosegue nell’implementazione dei principali driver della crescita attuale e futura dell’azienda, continuando a spingere sull’acceleratore della semplificazione organizzativa, del turnover manageriale e della trasformazione digitale.

Alla guida di Luxottica, Francesco Milleri riesce a tradurre le strategie e il rinnovamento strategico voluto da Leonardo Del Vecchio in risultati tangibili. Dal 2015 al 2019, le vendite cumulate crescono, rispetto al periodo 2010-2013, di circa il 40% passando da 26 a 36 miliardi di Euro; l’utile netto cumulato cresce di circa l’80% e il valore medio del margine netto sale dal 7,5% circa a oltre il 10%.

Sarà lui ad entrare poi come vicepresidente nel 2016 e dare avvio insieme al patron di Luxottica alla fase evolutiva che porterà alla creazione di EssiLux. Il piano di Del Vecchio segue tre direttrici principalmente: integrare lenti e montature, completare l’espansione in Europa nel settore del retail e accompagnare il gruppo a una rivoluzione digitale.

Mantenendo le responsabilità in Luxottica, Milleri porta a coronamento il sogno di un grande gruppo integrato verticalmente: montature, lenti e negozi. Segue l’integrazione tra Essilor e Luxottica dal gennaio 2017. In collaborazione con Paul du Saillant e il suo team, lavora attivamente per implementare e attuare le strategie e il processo di integrazione delle due società, diventa co-delegato esecutivo, poi Amministratore Delegato della Società e in seguito alla morte di Del Vecchio prende il suo posto al vertice della società.

Nel 2019 con l’avvio dell’operazione GrandVision, completata nel 2021, anche sotto la sua guida, è messo quel tassello che mancava per lo sviluppo dei negozi in Europa. E poi c’è il lancio di quella che potrebbe essere una futura rivoluzione digitale con i Ray Ban Stories, grazie all’accordo con Meta-Facebook.

Raccogliendo l’eredità di Del Vecchio il dossier più caldo fuori dal perimetro industriale in cui come presidente di Delfin dovrà misurarsi Milleri è quello che da Mediobanca (19,9% del capitale) porta a Generali (9,9%).

Le volontà del fondatore di Luxottica sono chiare, sta ora a vedere se quel disegno grandioso che il genio di Agordo aveva in mente troverà una forma di compiutezza. La strategia di Delfin deve avere una solida e unanime adesione dei suoi azionisti, la moglie Nicoletta Zampillo, i sei figli, Claudio, Paola, Marisa, Leonardo Maria, Luca, Clemente e Rocco Basilico (primogenito della signora Zampillo). Lo statuto prevede il sì pressoché unanime, pari a oltre l’88 per cento dei soci.