Edizione, alla famiglia Benetton una cedola di 100 milioni di euro

Il bilancio 2021 chiude con 10 miliardi di ricavi, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente, 12 miliardi di Net Asset Value e un utile consolidato di 1,6 miliardi. Agli azionisti proposta la distribuzione dividendi per quasi 100 milioni di euro. 

PONZANO VENETO. Le alleanze come chiave per fare un ulteriore step di crescita guardando ai mercati globali. E’ il concetto che torna con maggiore frequenza nella lettera che Alessandro

Benetton ha scritto agli azionisti di Edizione, la holding interamente controllata dalla famiglia

imprenditoriale di Ponzano Veneto, che ha realizzato ricavi consolidati per 9,8 miliardi di euro (di cui il 77% al di fuori dell’Italia), vale a dire il 23% in più rispetto al 2020, il Nav (cioè il valore delle partecipazioni) a quota 12 miliardi e un risultato netto di 1,6 miliardi di euro, realizzato grazie alla rivalutazione della partecipazione detenuta inCellnex, che ha contribuito per 1,3 miliardi alla formazione dell’utile consolidato che viceversa si sarebbe attestato a 312 milioni.

Nel periodo, è migliorata anche la posizione finanziaria netta che è risultata in riduzione da 42,79 milioni a 37,94 miliardi ed è destinata a scendere a 29,2 miliardi escludendo l’indebitamento di Aspi ceduta a maggio scorso.

Edizione proporrà agli azionisti di effettuare una distribuzione di dividendi pari a euro 93,5 milioni prelevando l’intero importo dalla riserva.

Si tratta del primo bilancio firmato da Alessandro e anche della prima volta che la società fa ricorso a una missiva agli azionisti per spiegare le strategie future. Per un gruppo diversificato come Edizione le alleanze sono “essenziali”, sottolinea il presidente della holding.

Del resto una prova in tal senso si è avuta nei giorni scorsi quando la controllata Autogrill ha siglato un accordo con Dufry per arrivare a una fusione. Tecnicamente sarà la società svizzera ad acquisire quella italiana, tramite un’offerta di acquisto e scambio che punta a ritirare il titolo dal mercato.

Ma Edizione sarà il primo azionista con una quota compresa tra il 20% e il 25,2% a seconda dell’esito dell’offerta. In sostanza una diluizione per guidare un gruppo ben più grande di quello italiano specializzato nella ristorazione presso autostrade e aeroporti. La stessa linea viene seguita con l’Opa su Atlantia condotta in abbinata con il fondo Blackstone.

«I partner diventano attori essenziali per costruire operazioni di grande portata, e un esempio concreto è stato quando, dopo aver quasi conclusa la cessione di Aspi, ci siamo resi conto che sul mercato nasceva un interesse su Atlantia divergente rispetto alle nostre strategie (il riferimento è alla volontà di controllo espressa dalla spagnola Acs di Florentino Perez, ndr), uno dei nostri asset principali attivo nelle infrastrutture per la mobilità» scrive Benetton.

«Abbiamo immaginato e costruito allora un’operazione, poi lanciata nell’aprile del 2022, assieme al più importante fondo di investimento del mondo, Blackstone, che come partner ci affianca nel lancio di una Offerta pubblica di acquisto di Atlantia per difendere l’unitarietà della società e il suo sviluppo futuro in un mondo in rapida evoluzione come quello delle infrastrutture fisiche e digitali per la mobilità» aggiunge. Ricordando che «l’internazionalizzazione è un moltiplicatore della crescita».

Per questo, ricorda, «supportiamo una società come Autogrill, leader mondiale nella ristorazione per chi viaggia, nel cercare di accelerare il processo di internazionalizzazione, e quindi di crescita, guardando anche a opportunità di aggregazioni trasformative», ricorda la missiva.

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