Fincantieri, semestre in rosso: focus su militare e ripartenza del settore crociere

Ultima riga negativa nei primi sei mesi del 2022, per l’ad Folgiero si tratta di una revisione strategica anche degli ordini. L’obiettivo è infatti focalizzarsi sulle divisioni principali, ovvero crocieristica e militare, cercando di difendersi meglio che si può dai prezzi delle materie prime che incidono su un portafogli ordini miliardario 

TRIESTE. «L'andamento economico del secondo trimestre è stato negativamente caratterizzato da una review strategica sul portafoglio di business non core, dagli effetti sui prezzi delle materie prime conseguenti alla guerra russo-ucraina, e da altre partite non ricorrenti». Traduzione Fincantieri intende focalizzarsi sulle divisioni che storicamente contraddistinguono il gruppo cantieristico, ovvero crocieristica e militare, cercando di difendersi meglio che si può dai prezzi delle materie prime che incidono su un portafogli ordini miliardario. 

È il commento di Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, ai conti della semestrale, i primi della nuova amministrazione. «L'azienda - ha annunciato - nei prossimi mesi perseguirà una sempre maggiore concentrazione sul core business dello shipbuilding indirizzando la crescita attesa nel settore militare e la ripartenza del settore crociere».

Un percorso questo che «sarà anche caratterizzato da una grande focalizzazione su nuove soluzioni digitali e green che aumentino nel tempo la "distintività” della grande leadership di Fincantieri nell'industria internazionale della navalmeccanica».

Ugualmente, «il gruppo perseguirà con sempre maggiore attenzione progetti industriali mirati alla eccellenza operativa dei propri cantieri in Italia e all'estero oltre a dedicare massima cura allo sviluppo del proprio rilevante capitale umano», ha concluso.

Nel primo semestre 2022 i ricavi sono risultati in aumento del 16% a 3.510 milioni di euro. Il risultato netto appare, però, negativo per 234 milioni di euro come risultato, tra l’altro, di oneri non ricorrenti per 156 milioni di euro e di una «valutazione degli effetti dei maggiori prezzi delle materie prime sui costi a vita intera delle commesse nel settore Shipbuilding», si legge in una nota. L’Ebitda è pari a 90 milioni di euro con un Ebitda margin del 2,6% contro il 7,2% del prima metà del 2021.

r.paolini@gnn.it