Milleri a tutto campo: “Gli investimenti in Mediobanca e Generali seguendo il disegno di Del Vecchio”

“Sono investimenti immaginati con Del Vecchio per dare un contributo al Paese, a sostegno della crescita e della stabilità di due campioni nazionali sullo scenario internazionale” ha detto il top manager a capo del colosso EssiLux e della cassaforte Delfin

MILANO. Gli investimenti in Mediobanca e Generali saranno gestisti “in piena continuità con il passato”. Francesco Milleri, presidente di Delfin, e numero uno di EssiLux, erede della visione di Leonardo Del Vecchio, parla in una lunga intervista su Il Sole 24 Ore. Delfin controlla circa il 10 per cento del capitale del Leone e il 20% per cento di Piazzetta Cuccia. E mentre da quest’ultima arrivano segnali di pace, lui che è depositario di quella visione che ha contribuito a creare dà nuovamente consistenza al disegno che avrebbe voluto il grande imprenditore scomparso il 27 di giugno.

Lo dice a chiare lettere: “Sono investimenti immaginati con Del Vecchio per dare un contributo al Paese, a sostegno della crescita e della stabilità di due campioni nazionali sullo scenario internazionale”.

Precisando che la priorità nell’impero miliardario della famiglia il fulcro è e sempre sarà EssiLux. Un nucleo che come spiega, contando la consistenza del grande gruppo di lenti, occhiali e negozi, “per capitalizzazione vale oggi più del doppio di Mediobanca, Generali e Unicredit messe assieme, e considerando solo la quota del 32% la stessa pesa quasi l'80% del portafoglio di Delfin”.

Fatta questa precisazione l’obiettivo non è cambiato: “La continuità significa che tutte le scelte strategiche fatte da Del Vecchio sono state mosse da una direttrice chiave, un processo costante di trasformazione. Quella stessa crescita e trasformazione che, per esempio, ha portato Luxottica a divenire EssilorLuxottica e, nell'immobiliare, Beni stabili a diventare Covivio”.

L’augurio, prosegue Milleri, è “che il nostro investimento di lungo periodo stimoli a ritrovare il coraggio di investire in questa eccellenza e sostenerne il processo d'internazionalizzazione. Con quali tempi? “Il tempo c'è, così come la volontà di rispettare la visione di Del Vecchio che ha sempre sostenuto la necessità di un cambiamento profondo nella gestione sia di Mediobanca sia di Generali”.

È sicuro che il futuro di EssilorLuxottica sarà «eccezionale»afferma ancora Milleri, Delfin sarà «fedele alla sua storia e al concetto di trasformazione del suo fondatore Del Vecchio» aveva «Crescere di poco meno del 10% nel semestre vuol dire per noi aver aggiunto oltre 1 miliardo di euro di fatturato in soli sei mesi - sottolinea - è una crescita che vorrei definire naturale, spinta dal modello di business che abbiamo disegnato con Del Vecchio». E parlando del futuro precisa: «Sappiamo che i prossimi sei mesi porteranno nuove sfide. La popolazione mondiale invecchia, aumentano i difetti visivi, la nuova pandemia in arrivo si chiama miopia».

«Per questo - prosegue - il nostro mercato è destinato a crescere naturalmente, in maniera strutturale. Oggi i miopi nel mondo sono circa 2,5 miliardi e alcuni studi prevedono che raddoppieranno entro i prossimi 30 anni». Il ceo di EssilorLuxottica sottolinea che i rapporti con la Francia, azionista di maggioranza attraverso il fondo Bpi France, sono solidi: «Ci sono grande sostegno e fiducia - commenta - oggi siamo finalmente una grande public company, con una governance chiara, con la testa tra Milano e Parigi e il cuore ad Agordo, con un azionista forte e di lungo periodo». A proposito del nuovo assetto societario di Delfin,

Milleri assicura: «L'eredità di Leonardo, prima ancora che economica, è di visione e valori. Siamo oggi uniti nel desiderio di farla vivere e prosperare in futuro».

«Lo statuto - precisa - garantisce la necessaria autonomia nella gestione al consiglio di amministrazione di Delfin assieme a un impegno a coinvolgere la famiglia nelle decisioni strategiche. Se la famiglia non dovesse essere allineata al board, ha il potere di sostituirlo. - sottolinea - ritengo sia un ottimo assetto, crea quel sano bilanciamento tra la volontà di portare avanti i processi decisionali in modo rapido e semplice, nello spirito del fondatore, e una proprietà vigile che prende posizioni quando ritiene, avendo ben chiaro l'impatto che avranno sull'intero gruppo».