Generali, utile in calo per le svalutazioni in Russia. Donnet: “La politica italiana saprà esprimere un governo responsabile”

Giuliano Koren

Le svalutazioni relative alle attività russe pesano sull’ultima riga del conto economico che chiude in calo del 9 per cento a 1,4 miliardi. Ridotto il peso dei titoli di stato italiani. Il titolo soffre in Borsa

TRIESTE. «Quello che non piace ai mercati è l'incertezza. Ci saranno le elezione e sono fiducioso che la politica italiana possa mettere su un governo responsabile. Siano attenti ma non preoccupati». Philippe Donnet, group ceo di Generali, risponde così durante la call sui numeri del semestre a chi gli chiede se è preoccupato per la situazione politica italiana. Fiducia o meno, il gruppo ha comunque ridotto la sua esposizione sui titoli sovrani italiani già a partire dalla fine del 2021.

Lo spiega il direttore finanziario Cristiano Borean che ha indicato come alla fine dell’anno scorso «il gruppo avesse 63 miliardi di titoli di Stato, oggi a metà anno ne detiene 52,8 miliardi».

«Per quanto riguarda l'esposizione a questo rischio il gruppo ha ricevuto da Moody's l'aumento del merito di credito», ha ricordato Borean. Mentre nel solco di remunerazione degli azionisti, il 3 agosto inizierà il piano di riacquisto azioni.

Nel dettaglio i numeri approvati dal cda mostrano un primo semestre con i principali indicatori collocarsi nella parte alta del consensus a partire dal risultato operativo, che arriva a 3,1 miliardi (+4,8%) grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Danni e Holding e altre attività. I premi lordi risultano in aumento a 41,9 miliardi (+2,4%) grazie allo sviluppo significativo del Danni (+8,5%), in particolare nel non auto mentre i premi risultano stabili nel Vita (-0,5%).

Tutto ciò si tramuta in un utile netto in calo del 9% a 1,4 miliardi che sconta svalutazioni in Russia per 138 milioni (di cui 97 milioni riferiti ai titoli a reddito fisso detenuti direttamente dal gruppo e 41 milioni alla partecipazione in Ingosstrakh): al netto di esse i profitti sono stabili rispetto al 2021 a 1,54 miliardi.

La posizione di capitale si conferma solida con il Solvency Ratio al 233% (227% a fine 2021) che tiene conto anche del buyback da 500 milioni, avviato ufficialmente ieri, mentre il combined ratio risale al 92,5% (di 2,8 punti percentuale) anche a causa della iper inflazione in Argentina. Il patrimonio netto di gruppo si attesta a 19,7 miliardi (-34,9% rispetto ai 29,3 miliardi di fine 2021) scontando principalmente il rialzo dei tassi sull'obbligazionario oltre alla contabilizzazione del dividendo 2021. Infine, Generali, nonostante le incertezze del contesto internazionale, conferma i target al 2024.

Il programma di riacquisto «si inquadra nel piano strategico Lifetime Partner 24: Driving Growth in materia di politica della gestione del capitale ed è finalizzato a impiegare le risorse liquide in eccesso accumulate durante il triennio 2019-21 e non utilizzate per il capital redeployment e a fornire agli azionisti una remunerazione aggiuntiva alla distribuzione dei dividendi». Il riacquisto delle azioni di Assicurazioni Generali inizierà il 3 agosto 2022 e terminerà entro dicembre 2022.

Il gruppo Generali aumenterà i prezzi in modo «significativo» contro l’inflazione. Lo ha affermato l’a.d. Philippe Donnet durante la call sulla semestrale. «Aumenteremo i prezzi per mitigare l’impatto dell’inflazione sui costi dei sinistri e sulle spese - ha annunciato - l’inflazione per definizione significa un aumento dei prezzi e questo vale anche per i prezzi dell’assicurazione, quindi ci saranno aumenti di prezzi significativi».