Il caso, Crosetto: «Nel consiglio di Generali sono quasi tutti italiani e si deve parlare inglese»

Il co-fondatore di Fratelli d'Italia, ha pubblicato un tweet in cui lamenta il fatto che “da poco più di un mese i cda di Generali si svolgono obbligatoriamente solo in inglese e solo in inglese sono redatti gli ordini del giorno e gli allegati”

TRIESTE. In quale lingua dovrebbero parlare alle Generali? Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d'Italia, ha pubblicato un tweet in cui lamenta il fatto che “da poco più di un mese i cda di Generali si svolgono obbligatoriamente solo in inglese e solo in inglese sono redatti gli ordini del giorno e gli allegati”.

No comment dal Leone ma in un gruppo internazionale come le Generali (e non solo) la lingua inglese, anche durante i consigli, diventa quasi abituale. Anzi, è consigliata ben prima degli anni Duemila. Ma non si tratta certo di un obbligo. Forse si potrebbe osservare che nella compagnia è in uso anche il dialetto triestino.

Crosetto fa i conti e scrive che “di 13 consiglieri, 12 sono italiani”. Andando a verificare il board di Generali ha una chiara impronta internazionale. Basti considerare la presenza di Clara Furse (Gran Bretagna, Canada) che è stata la prima donna presidente del London Stock Exchange. Dopo il francese Philippe Donnet, che parla un perfetto italiano, nel cda c’è anche Antonella Mei-Pochtler top manager super-esperta in tecnologie digitali, nata a Roma ma che ormai vive da anni a Vienna dove ha anche diretto lo staff strategico della cancelleria Kurz.

Umberto Malesci è fondatore di una startup entrata nella galassia dell’americana Cisco di cui è diventato un top manager conosciuto negli States. Alessia Falsarone vive a New York ed ha la cittadinanza americana ed è responsabile degli Investimenti Sostenibili presso PineBridge Investments. Si può capire il clima internazionale in cui si trova operare il presidente Sironi che è stato membro del London Stock Exchange. Andiamo a vedere i concorrenti europei.

Da Monaco a Parigi l’inglese è per forza la lingua franca della finanza. Infatti nel board di Axa oltre ai francesi ci sono un irlandese, un tedesco, un cinese, un argentino e uno svizzero e un olandese. Nel board della tedesca Allianz troviamo anche una bulgara, uno spagnolo, due italiani, un inglese, e una tedesca nata in Romania.