Safilo oltre il miliardo già nel ’22: «Obiettivi anticipati di due anni»

Nel primo semestre le vendite nette sono state pari a 570 milioni di euro. «Carrera e Polaroid in crescita, alta la domanda per la licenza Chiara Ferragni»

PADOVA. «Nonostante il percorso rimanga costellato da numerose sfide macroeconomiche, con il persistere di forti pressioni inflazionistiche e i possibili conseguenti impatti sui consumi, le restrizioni legate al Covid e il conflitto in Ucraina, i nostri risultati e le dinamiche di business fin qui registrate dal settore eyewear ci danno fiducia di poter raggiungere già nel 2022 gli obiettivi economici indicati nel piano strategico al 2024».

Angelo Trocchia, ad di Safilo, non ostenta mai ottimismo. La calma quella invece l’ha sempre mostrata. Anche in questi quattro anni, attraverso momenti durissimi, tagli dei costi e alleggerimento delle unità produttive, con la chiusura dello stabilimento friulano, e il taglio di circa la metà della forza lavoro a Longarone, due aumenti di capitale e l’uscita non indolore delle licenze Lvmh unite a quelle di Kering. Eppure, il dato di fatto è che lui ha praticamente ripristinato la vecchia Safilo.

Ne ha fatto una cosa diversa, ma la dimensione che aveva prima dell’addio dei grandi brand francesi, ora si può quasi toccare.

Nel primo semestre le vendite nette sono state pari a 570 milioni di euro, a +6,2% a cambi costanti, con una crescita organica del 12% (vale a dire i soli marchi di proprietà e le licenze non terminate, presenti in entrambi i periodi a confronto, ed escludono il business attribuibile al contratto di fornitura con Kering Eyewear).

L’ebitda adjusted a 62,6 milioni, +26,1% e il risultato netto a 32,7 milioni rispetto agli 1,96 milioni del 2021. L’indebitamento è stato a quota 105 milioni di euro, formato tra gli altri della linea da 141 milioni garantita da Sace e da una posizione di cassa di 78,9 milioni.

«I marchi del Gruppo si confermano i nostri principali asset – dice Trocchia - dai nostri brand di proprietà Carrera e Polaroid, che hanno continuato a registrare forti crescite a doppia cifra, aggiungendosi alla straordinaria performance del portafoglio prodotti di Smith, dedicato allo sport e all'outdoor, ai nostri marchi in licenza, BOSS, Tommy Hilfiger, Kate Spade, David Beckham, Under Armour e Isabel Marant. Siamo infine particolarmente orgogliosi della forte domanda che abbiamo raccolto per le nostre nuove collezioni di Carolina Herrera, Chiara Ferragni e Dsquared2».

Sulla base dei risultati registrati nel primo semestre del 2022 e dell'attuale visibilità sul terzo trimestre, il manager è fiducioso che già nel 2022 saranno raggiunti gli obiettivi economici indicati nel piano strategico al 2024, che prevedevano vendite nette intorno a 1 miliardo di euro e un margine (ebitda adjusted) tra il 9% e l’11%.

Il Gruppo si attende ora che le vendite nette per l'intero esercizio 2022 crescano mid-single digit (attorno al 5 per cento ndr.) a cambi costanti rispetto al 2021 e che il margine Ebitda adjusted si attesti intorno al 10% dall'8,4% registrato nel 2021. «Queste previsioni presuppongono che lo scenario economico e di business rimanga per il resto dell’anno ragionevolmente stabile » avverte la nota.

«L’importante – aggiunge Trocchia - è non fermarsi, viviamo in un contesto di instabilità e incertezza, è stato fatto un grosso lavoro, oggi abbiamo i fondamentali sistemati. Dobbiamo migliorare la profittabilità e dobbiamo essere in grado di rispondere velocemente ad un contesto che è instabile».

Safilo sta lavorando molto sul re-skill delle proprie risorse, «siamo concentrati molto sul digitale e sulla lettura dei dati. I profili di cui abbiamo bisogno provengono da quel mondo, statistica, matematica, ingegneria» prosegue l’ad.

Non meno fondamentale è l’m&a, anche se avverte Trocchia, «Non a tutti i costi, se viene fatto a multipli e con dei ritorni corretti, lo guardiamo, ma con grande cautela».