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Il crac delle popolari non ha insegnato nulla: ecco la truffa in salsa criptovalute

Se non fosse ancora chiaro al mondo intero, dopo Bernie Madoff, dopo le popolari venete, dopo i bond argentini e via elencando, non esiste un investimento che garantisca un rendimento superiore al tasso free risk (senza rischio). Non esiste. Tanto rendimento tanto rischio (di perdere il capitale) è l’unica legge che vale negli investimenti

Roberta Paolini
2 minuti di lettura
(reuters)

Il crac delle popolari venete non ha insegnato nulla a questa terra chiamata Nordest. Ma non ha insegnato nulla neppure a chi dovrebbe vigilare. E a chi dovrebbe far approvare leggi per aumentare la vigilanza.

La presunta truffa della New Financial Technology di Silea sugli investimenti in criptovalute sta lì plasticamente, e anche un po’ beffardamente, a dimostrarlo. Contratti con barriere di ingresso non elevate (10 mila euro) la scommessa sulle criptovalute e il pagamento di un rendimento del 10 per cento mensile costante nel tempo.

Allora se non fosse ancora chiaro al mondo intero, eppure sul raggiro di Bernie Madoff hanno fatto anche una miniserie, sulle popolari venete hanno scritto libri su libri, inchieste giornalistiche, processi e via elencando, non esiste un investimento che garantisca un rendimento free risk (senza rischio) del 10 per cento. Non esiste. Se esiste è una truffa.

E una buona volta Consob, che vigila sugli intermediari finanziari, si decida a scrivere a lettere cubitali su qualsiasi contratto: “Un rendimento superiore al tasso free risk (senza rischio, parliamo del rendimento di un titolo di stato per capirci ndr.) è rischioso. Se firmi puoi perdere TUTTI I TUOI SOLDI”.

La storia è quella della New Financial Technology di Silea, sito irraggiungibile, fondatori spariti nel nulla, migliaia di risparmiatori con il sogno di diventare ricchi con le criptovalute con l’incubo di aver perso tutto. Migliaia di email sono arrivate ad associazioni dei risparmiatori. La storia è sempre la stessa, che sia la banca di riferimento, il promotore di fiducia o un imbonitore, i risparmiatori devono imparare una lezione una volta per tutte, un rendimento minimo garantito non è possibile, se superiore al tasso risk free, senza assumersi come rischio la perdita del capitale.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) free, senza assumersi come rischio la perdita del capitale.]]

La parte peggiore è però un’altra. Questa società che affermava di investire in criptovalute, diceva di agire attraverso un sofisticato schema di algoritmi in grado di comprare e vendere cripto su diverse piattaforme, guadagnando margini sulla differenza di prezzo tra i diversi exchange di Bitcoin. Faceva cioè arbitraggio.

Un sistema effettuato da esperti trader professionisti che di solito lavorano in grandi istituzioni finanziarie. Ma chi ha sottoscritto ha capito cosa stava firmando? Ovviamente no, ma ogni mese arrivavano sul conto corrente il 10 per cento del capitale investito. E tanto è bastato a far finire nella rete migliaia di persone.

L’avidità è sempre l’esca più efficace. La convinzione di essere più astuti degli altri di solito ha un esito scontato: fare la fine dei polli di Renzo.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) La società fondata a Silea da due trevigiani garantiva rendimenti del dieci per cento al mese: ora ha congelato la restituzione del capitale. La testimonianza: «Mi sono fidata del passaparola»]]

Il dubbio che si trattasse di uno schema Ponzi, per come è finita, pare più che legittimo. Il sito che consentiva ai risparmiatori di vedere l'andamento del loro portafogli ora è diventato irraggiungibile. Così come almeno due dei tre soci fondatori: Mauro Rizzato, 55 anni e Christian Visentin, 46 anni. Alcuni dicono che potrebbero essere a Dubai, dove la società pare avesse una sede. Mentre il terzo, Emanuele Giullini, avvocato di Roma, ha tenuto il telefono acceso in questi giorni e a La Stampa ha voluto solo precisare: «Al momento non penso si possa parlare di truffa o di schema Ponzi»…

E il guaio è che se sulle carte era precisato come si agiva, il cerino resterà in mano ai risparmiatori.

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