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Civibank, prima convention dell’era Sparkasse

Civibank si avvia a chiudere l’anno con dati positivi e con un processo di integrazione nella capogruppo Sparkasse che prosegue a ritmo sostenuto e che si concluderà, da cronoprogramma, a metà 2023 con la migrazione del sistema informatico dell’ex popolare friulana allo stesso utilizzato da CariBolzano

Maura Delle Case
2 minuti di lettura

A dispetto del contesto, ricco di complessità, Civibank si avvia a chiudere l’anno con dati positivi e con un processo di integrazione nella capogruppo Sparkasse che prosegue a ritmo sostenuto e che si concluderà, da cronoprogramma, a metà 2023 con la migrazione del sistema informatico dell’ex popolare friulana allo stesso utilizzato da CariBolzano.

«I finanziamenti concessi a famiglie e imprese continuano a crescere, siamo arrivati circa 3 miliardi di euro, la raccolta tiene, i flussi di risparmio gestito sono interessanti» ha detto ieri il direttore generale di Civibank, Mario Crosta, facendo il punto della situazione assieme al suo omologo in Sparkasse, Nicola Calabrò, alla vigilia della prima convention dell’era Sparkasse che la banca friulana ha organizzato per oggi in fiera a Pordenone dove riunirà i sui dipendenti.

Un appuntamento molto sentito considerato che su 580 persone a libro paga della banca ducale a ieri mattina avevano dato la propria adesione all’evento in oltre 500. Una risposta importante che dimostra come l’iniziativa abbia colto nel segno. «Abbiamo da subito aumentato il livello di comunicazione interna perché le persone si sentissero a bordo di questa importante operazione di cambiamento - spiega Costa -. Ora, con la convention, vogliamo fare un passo oltre: riunire tutti in presenza per fare il punto della situazione e rinnovare la motivazione della squadra».
Del resto, il tema dei collaboratori è stato da subito centrale per i vertici dei due istituti alle prese, dallo scorso 6 giugno, vale a dire dal perfezionamento dell’Opa Sparkasse sulle azioni Civibank che ha portato in dote a CariBolzano il controllo dell’istituto friulano, con un impegnativo percorso di integrazione.«Un cambiamento importante - precisa ancora Crosta - finalizzato a rendere la banca più forte e competitiva».
I lavoro di armonizzazione è iniziato subito dopo il termine dell’offerta pubblica tanto che le prime attività svolte in questo senso si sono già potute apprezzare nella semestrale approvata dal consiglio di amministrazione di CiviBank, presieduto da Alberta Gervasio, il 30 giugno scorso.

Documento che se da un lato ha registrato un risultato netto della gestione operativa paria 27,7 milioni di euro (+4,6%) dall’altro ha visto il risultato contabile negativo per 19,6 milioni di euro pagando quest’ultimo l’adeguamento dei criteri di valutazione e in particolare l’innalzamento delle coperture sul credito deteriorato, al netto dei quali il risultato sarebbe stato positivo per 10,3 milioni.
«Dal punto di vista operativo il bilancio è ottimo, anche se in Civibank ci sono rettifiche sui crediti che continueranno a pesare per tutto il 2022. Abbiamo infatti completato l’armonizzazione delle policy interne alle due banche, specie in materia di credito, che consentiranno di tenere maggiormente sotto controllo i rischi» ha spiegato dal canto suo il dg di Sparkasse Calabrò annunciando che, nel caso dell’ex popolare friulana, bisognerà attenere il 2023 per iniziare ad apprezzare i risultati della novelle vague sul bilancio, una volta assorbite le operazioni di rettifica.

A quel punto la banca potrà beneficiare delle nuove attività messe in campo. Una trentina di «cantieri», così li definisce Crosta, che stanno interessando sia Civibank che Sparkasse. Tre per tutti: il leasing, «fatto prevalentemente in CiviBank ora sarà messo a disposizione di tutto il gruppo», il supporto all’estero, «che fa già Sparkasse con ottimi riscontri e che ora proporremo anche ai nostri clienti», e ancora la piattaforma già in uso a CariBolzano che sarà ora attivata anche nella banca friulana e consentirà di migliorare la consulenza tenendo insieme previdenza integrativa, gestione del risparmio e rischio Mifid.
«Stiamo cercando di instaurare tra le due banche il massimo delle sinergie possibili, dai rischi agli aspetti commerciali - ha aggiunto Calabrò - e nel farlo abbiamo trovato uno spirito di grande collaborazione che ci ha consentito di rispettare in modo molto puntuale la tabella di marcia che ci eravamo dati in fase iniziale per realizzare l’integrazione. Ci vorranno ancora sei mesi di lavoro molto intenso che si concluderà nella prima metà dell’anno prossimo con la migrazione del sistema informatico. A quel punto, il gruppo sarà perfettamente integrato» ha concluso il Dg di Sparkasse, che l’8 novembre alle 17 sarà a nuovamente a Pordenone, stavolta al polo universitario di UniUd, per raccontare agli studenti il progetto di CariBolzano per Civibank.

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