Wärtsilä e Fincantieri: nuovi sistemi elettrici per l’industria del mare

La cabina di comando di una nave

Siglato l'accordo con l'Università di Trieste. Il progetto, cofinanziato dal segretariato generale della Difesa, servirà a sviluppare tecnologie innovative relative alla microgrid elettrica marina (marine smart grid), concentrata su applicazioni in ambito militare

TRIESTE L'Università di Trieste con Wärtsilä, Fincantieri SI (la società del colosso cantieristico che si occupa di sistemi e componenti avanzati) e Seastema, hanno firmato un accordo di cooperazione per un progetto, cofinanziato dal segretariato generale della Difesa, che svilupperà tecnologie innovative relative alla microgrid elettrica marina (marine smart grid), concentrata su applicazioni in ambito militare, e realizzerà, a Trieste, un dimostratore tecnologico (Etef) per testare nuove soluzioni per i sistemi elettrici marini. L'industria marittima si sta muovendo verso l'elettrificazione dei sistemi principali e ausiliari, resa possibile dagli sviluppi in campi quali l'elettronica di potenza, i sistemi di distribuzione, le macchine elettriche, le celle a combustibile e i sistemi di accumulo di energia.

Le nuove tecnologie consentono una varietà di soluzioni energetiche per la le piattaforma nave moderna che migliorano l'efficienza e riducono o addirittura eliminano le emissioni nocive. Oltre a testare nuovi concept di sistemi di alimentazione intelligenti e relativi sistemi di protezione, Etef sarà utilizzato per validare sistemi di gestione intelligente dell'energia. Il programma Etef consentirà a Wärtsilä, Fincantieri SI, Seastema e Università di Trieste di nuovi sistemi di distribuzione elettrica e alimentazione modulari, mettere a punto sistemi di controllo. Il progetto durerà 5 anni durante i quali sia i team di ricerca delle aziende che quelli dell'Università svilupperanno le necessarie competenze critiche.

Per Andrea Lombardi, direttore Operations di Fincantieri SI, «lo sviluppo di un progetto innovativo nel mondo delle reti elettriche in corrente continua aprirà nuove strade all'elettrificazione in campo navale, consentendo l'applicazione di tecnologie indirizzate alla riduzione delle emissioni».

«All’Università di Trieste -chiarisce Giorgio Sulligoi, responsabile scientifico del Digital Energy Transformation & Electrification Facility- conduciamo ricerche su concept tecnologici e metodologici della nave elettrica volte a migliorarne i ritorni ambientali, armatoriali, costruttivi e progettuali. Il dimostratore tecnologico Etef, costituirà un’infrastruttura di ricerca per consolidarne la posizione negli ambiti dell’ingegneria dell’energia elettrica e dei sistemi delle navi del futuro».