Consumi, il Nordest sprofonda del 17 per cento: dato peggiore della media nazionale

L’Osservatorio permanente sull’andamento nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-EY segnala che le vendite di settembre hanno subito a livello nazionale un calo nell’ordine del 13,5% Le regioni del Triveneto fanno tutte peggio della media nazionale, con il Friuli Venezia Giulia che fa registrare un calo del 17% nel confronto con settembre 2019, il Veneto a -16% e il Trentino-Alto Adige a -14,4%.

PADOVA. L’atteso rimbalzo dei consumi non c’è stato. Settembre va in archivio con una performance peggiore di agosto e la situazione rischia di peggiorare ulteriormente quando saranno disponibili i dati delle ultime settimane, caratterizzate dalla seconda ondata di pandemia, che sta svuotando le città.

L’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-EY segnala che le vendite di settembre hanno subito a livello nazionale un calo nell’ordine del 13,5% rispetto allo stesso mese del 2019 contro il -11,9% messo a segno ad agosto. Le regioni del Triveneto fanno tutte peggio della media nazionale, con il Friuli Venezia Giulia che fa registrare un calo del 17% nel confronto con settembre 2019, il Veneto a -16% e il Trentino-Alto Adige a -14,4%.

Peggio di tutte fa l’Emilia-Romagna (-18,4%), seguita a breve distanza da Lazio e Umbria (entrambe a -17,7%), mentre arrivano segnali di crescita da Molise, Basilicata e Calabria. Segno evidente del fatto che la crisi dei consumi morde soprattutto a Nord-Est, l’area che per anni ha fatto da traino al resto del Paese e che invece oggi si trova a pagare il prezzo più salato alla recessione conseguente alla pandemia di Coronavirus.

Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy EY, invita comunque a non drammatizzare i dati, “non sono così negativi considerando la situazione, l’evoluzione delle vendite degli ultimi mesi e l’assenza dei saldi di agosto”. Ricorda che i consumatori mantengono il desiderio di tornare a girare per negozi e divertirsi, ma vengono frenati dalle paure legate alla sicurezza dei luoghi e degli spostamenti.

“Timori che potranno influenzare pesantemente il percorso di ripresa nei prossimi mesi, se i contagi dovessero aumentare significativamente”, dichiara. Restando in proiezione futura, Mario Maiocchi, direttore del Centro studi retail di Confimprese, siega: “E’ difficile fare previsioni in questo momento. I primi riscontri del mese di ottobre registrano un forte rallentamento degli ingressi e dei fatturati. L’evoluzione della pandemia fa ipotizzare un aggravamento della tendenza per il quarto e più importante trimestre dell’anno”.

L’esperto si sofferma soprattutto sulle difficoltà del travel, che nei primi nove mesi dell’anno ha visto più che dimezzare i consumi a livello nazionale. Male anche la ristorazione, che a questo punto potrebbe essere ulteriormente penalizzata dall’ultimo Dpcm che limita gli orari d’apertura, mentre il non food (entertainment, ottica, arredo casa e oggettistica) mostra una maggiore capacità di resistenza.

Quanto a quest’ultimo, va detto anche che beneficia del boom in atto nel commercio elettrico, che ha chiuso settembre con un +22,7% su settembre 2019, accelerando di oltre cinque punti rispetto ad agosto.