Dalle macchina da stiro alla sanificazione: ecco come Battistella ha affrontato il Covid

Si chiama Giove, vaporizzatore alto neanche mezzo metro, leggero, trasportabile, concorrenziale per come abbina facilità d'uso e modico prezzo. Così l'azienda familiare ha "piegato" il modello industriale in pochi giorni

VICENZA. Hi-tech, social, creativi e, all'occorrenza, "spartani". Quest'ultima definizione ricorre spesso, assieme alle altre tre, nel vocabolario utilizzato da Daniele Battistella, 51 anni, presidente della "Battistella Macchine per lo Stiro" di Rossano Veneto, 45 anni di storia aziendale in provincia di Vicenza. Succede mentre l'imprenditore illustra quali requisiti abbia dovuto sfoggiare assieme ai suoi ventotto dipendenti per fronteggiare limitazioni e perdite imposte dall'anno del covid.

In effetti, si fa presto a intuire che questo 2020 di lockdown e quarantene poteva equivalere a una catastrofe per un'impresa tipicamente "familiare", sostenuta dai contributi di tre generazioni di Battistella, e dedita con continuità ai viaggi nei circa sessanta Paesi dove esportare manichini robotizzati, tavoli e presse per lo stiro destinati a lavanderie e laboratori tessili.

E se così non è stato, tanto da intravedere per fine anno una perdita di fatturato inferiore al 20% - cinque milioni, invece dei sei del 2019 – ciò è dovuto a risorse di resilienza molto variegate, dove trova la sua parte l'essenzialità di soluzioni "spartane", escogitate esclusivamente per il superamento di un qualche problema tecnico. Una camaleontica politica aziendale peraltro comprensibile, considerando che Daniele Battistella può contare ogni giorno sugli apporti garantiti in fabbrica dal padre Guerrino, artigiano settantaseienne fondatore della ditta, e dal figlio Michele, ventiquattrenne direttore commerciale addetto alla comunicazione social.

"Succede così che lo scorso marzo, in pieno lockdown – racconta il presidente – mentre mio figlio si ingegna a condividere su Instagram con alcuni clienti fidelizzati progetti di nuovi tavoli con caldaia, io e mio padre, facendo una passeggiata attorno allo stabilimento, ci mettiamo a parlare della pandemia. E, ragionando sulle possibili novità di mercato, papà mi convince facilmente che sarebbe aumentata ovunque una domanda generalizzata di macchine per la sanificazione".     

"Occorrevano dunque soluzioni alla portata di tutti – continua Daniele Battistella – e, per questo motivo, essenziali e low cost,". La soluzione arriva presto e si chiama Giove, vaporizzatore alto neanche mezzo metro, leggero, trasportabile, concorrenziale per come abbina facilità d'uso e modico prezzo. "Dalla primavera in poi abbiamo continuato a venderne – racconta l'imprenditore – assieme alle altre macchine per la sanificazione già presenti nel nostro catalogo, e c'è ogni ragione di credere che d'ora in avanti questo settore avrà una forza molto più trainante rispetto al passato".

La parabola di Giove, pensato e fatto nel giro di pochi giorni, rientra a pieno titolo nella narrazione di un'azienda nata e cresciuta "sul campo", alimentando una creatività a contatto diretto con le domande più impellenti del mercato sin dal momento della sua nascita. E' il 1975 quando l'operaio Guerrino Battistella, dopo la chiusura della fabbrica di ferri da stiro di cui era dipendente, trasforma il garage di casa nell'officina dove, fra una riparazione e l'altra di strumenti per la lavanderia, inizia a inventare le prime macchine da piazzare in un territorio all'epoca ricco di laboratori tessili e pulitintorie. E se oggi suo nipote Michele "chatta" in tempo reale con clienti di India e Olanda interessati alle performance multiformi di Iride, manichino collegato a touch screen in grado di stirare in un minuto capi di qualsiasi tessuto e taglia - dai giubbotti invernali ai completi da cerimonia - lo fa avendo ereditato da nonno e padre la medesima attenzione a bisogni specifici da  trasformare in occasioni di business.

I numeri della produzione, realizzata all'interno dello stabilimento di ottomila metri quadrati "derivato" nel corso del tempo da quel garage, illuminano sui frutti di una simile conduzione. "Ogni anno battezziamo di media diecimila pezzi – spiega Daniele Battistella. - Circa 2.500 sono questi manichini con cui contendiamo mercati emergenti ai big del settore stiro, che sono tutti italiani o giapponesi, mentre il resto consiste in macchine semiprofessionali destinate a laboratori tessili o ditte di abbigliamento".

Ma fra pezzi pregiati e basici non c'è propriamente il vuoto. Si situa sempre una disponibilità a operare "sul campo", risolvendo problemi collegabili a vuoti di mercato da colmare come appena fatto con la sanificazione low cost. Prima del covid andò in modo analogo con il manichino riscaldato Pegaso, adattato ai giubbotti per motociclisti "windstopper", il cui stiro era ritenuto impossibile a causa dei troppi inserti in pelle, mentre un'altra meraviglia realizzata dalla Battistella è lo stiro umido grazie a cui un imprenditore portoghese riesce a "invecchiare" centinaia di camicie nuove di zecca, impreziosite da questo effetto "vintage".

"Finchè non potremo tornare a viaggiare e a esporre alle fiere – conclude Daniele Battistella – useremo i social, ma anche la mail o il telefono, per fare ciò che ci riesce bene da sempre: ascoltare i clienti, tutti, compresi quelli che cercano soluzioni spartane".