Natale senza panettoni artigianali: si teme -40%

Le preoccupazioni delle pasticcerie: con gli ordinativi ancora azzerati, gli operatori sperano in nuovi Dpcm meno rigidi

MESTRE. Natale nell’incertezza. Tra colori di regioni che potrebbero cambiare, decreti che potrebbero allargare qualche maglia o forse no, nel Veneziano le vendite di panettoni, focacce e pandori rischiano di fare flop. O comunque registrare un considerevole passo indietro. Qualcuno prevede anche in un meno 40% rispetto allo scorso anno: a metà novembre s’iniziavano già a ricevere le prime prenotazioni, invece c’è chi deve ancora ricevere una telefonata per concordare gli ordini.

Il Covid-19 rischia così di dare un’altra mazzata a un anno già negativo per le pasticcerie: tutta la primavera è saltata e si sa che tra aprile e giugno è il periodo buono per cresime, comunioni, matrimoni e altre feste. Senza dimenticare le colombe e le uova pasquali: manco vendute. Infatti con le chiusure per la prima ondata, quell’intera fetta di mercato è andata persa.

Per le nozze si potrebbe fare un discorso a parte: è vero che la stagione per promettersi amore eterno si allunga sempre più, ma parecchie coppie hanno deciso di aspettare e posticipare di qualche mese in attesa di tempi migliori. Dunque si è verificato il crollo di rinfreschi, torte e via dicendo.

Il Natale, invece, non è rinviabile, ma è indubbio che se non ci sarà un allargamento degli orari di apertura dei ristoranti e se non saranno ammessi i cenoni, chi andrà a comprare i panettoni? E se gli imprenditori sono in crisi, chi regalerà le ceste? E le cene aziendali che fine faranno? E ancora, chi si è visto ridurre il lavoro in maniera drastica, potrebbe sì anche acquistare un dolce natalizio ma tutto si fermerebbe lì senza regali ad altri. Insomma, verrebbe a mancare quel giro di economia solito delle settimane di dicembre e di inizio gennaio.

Nei laboratori di pasticcerie si sta temendo proprio questo e per molti di loro la frase più in voga è: «Sarà un Natale sottotono». Perciò ci si deve attrezzare per far fronte al mondo che nel frattempo è cambiato quasi dal giorno alla notte: il take away è una buona opzione, così come la consegna a domicilio, in futuro, chissà, le vendite online potrebbero trovare un sempre maggiore spazio. Nel frattempo s’iniziano a preparare le vetrine, addobbare gli interni, ma la situazione d’incertezza non induce all’ottimismo. Se poi dal governo centrale non dovesse arrivare quell’allentamento almeno per il pieno delle feste, allora sì questo 2020 sarà davvero da buttare del tutto. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA