Fusione Fincantieri Stx, adesso è a rischio il sogno del gigante dei mari

Repubblica in un articolo, che cita fonti di Bruxelles e Parigi, torna a paventare un possibile stop al deal. Il quotidiano riferisce di dubbi sia della Commissione Europea che della commissione affari economici del Senato francese

TRIESTE. Dopo tre anni dall'accordo con Fincantieri per l'acquisto di Stx, ora l'affare che avrebbe portato alla costituzione dell'Airbus dei mari rischia di naufragare. I Chantiers de l’Atlantique, nuovo nome di Stx, gli storici cantieri di Saint-Nazaire, da cui sono uscite negli ultimi anni le più grandi navi da crociera del mondo, con un giro d’affari di quasi 2 miliardi all’anno, sono promessi all’Italia dal 2017.

Nessuna novità concreta, ma le voci di stampa sui ritardi nella finalizzazione dell’acquisto di Chantiers de l’Atlantique pesano sul titolo Fincantieri, che a metà giornata cede il 3% contro un calo marginale degli indici di Piazza Affari.

Il quotidiano La Repubblica torna sui dubbi emersi sia in seno alla Commissione europea, che alla commissione Affari economici del Senato francese relativamente all’acquisizione di Chantiers de l’Atlantique da parte della società italiana. La prima continua a rinviare la decisione sia per le restrizioni agli spostamenti dovute all’emergenza sanitaria, sia perché sta approfondendo i rilievi antitrust, in particolare il rischio di riduzione della concorrenza in un settore con alte barriere all’ingresso e il rischio sbilanciamento del potere contrattuale con pressioni sui prezzi.

Dall’altra, a fine ottobre il Senato francese ha espresso preoccupazione sul deal paventando il rischio per l’occupazione dei cantieri locali e il rischio di trasferimento di know-how alla Cina alla luce dalla joint-venture siglata tra Fincantieri e Cina State Shipbuilding Corporation. Sta di fatto che la Borsa ha reagito negativamente alla notizia, con il titolo della società guidata da Giuseppe Bono che a metà giornata perdeva oltre il 3% a fronte di un calo degli indici di Piazza Affari limitato a pochi decimali.

La procedura per l’acquisizione della ex-Stx va avanti da quattro anni. Da quando cioè i vecchi proprietari coreani della società francese avevano dichiarato default e al Tribunale di Seul era giunta come unica offerta quella di Fincantieri, relativa al 66% del capitale. Offerta accettata dallo Stato francese, che manteneva il diritto di veto in merito, con l’obiettivo di dar vita a un gruppo in grado di competere alla pari con i colossi asiatici. La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi nella primavera del 2017 aveva rimesso tutto in discussione, ma poi il clima si era rasserenato con un compromesso: il gruppo triestino sarebbe salito al 50% del gruppo transalpino (+1% in prestito dallo Stato francese), di fatto assumendone il controllo. Da allora ha preso il via l’iter autorizzativo, che resta ancora in corso.

"L'esito dell`operazione rimane ancora incerto - scrive Equita nel suo Morning Note - così come le tempistiche sulla decisione definitiva (Fincantieri e il Governo francese hanno recentemente deciso di estendere la validità dell`accordo fino a fine 2020 ma non escludiamo possibili ulteriori estensioni) ma riteniamo che i dubbi del Senato francese siano mitigati dalla presenza del Governo francese nell`azionariato di Chantiers de l`Atlantique (50% di cui 1% dato in prestito a Fincantieri) e che sia ragionevole che la Commissione europea possa almeno in parte rivedere le indicazioni date sul deal in considerazione del difficile momento del settore crocieristico per effetto del Covid-19".