Il colosso del bricolage Leroy Merlin assume 170 persone a Padova

La metà dei lavoratori reclutati tra chi è in mobilità e in cig. L’assessore Bressa: «Creare beneficio alle attività locali»

PADOVA. Centosettanta nuovi posti di lavoro almeno la metà dei quali, da destinare ai padovani in mobilità o in cassaintegrazione, con contratti a tempo indeterminato. La predisposizione di un’area per allestire mostre temporanee di prodotti locali, l’individuazione di una ventina di imprese artigiane locali per servizi di installazione a casa, trasporto merce e fornitura servizi vari, e infine una lista di oltre un centinaio di aziende fornitrici venete, di cui più di venti della provincia di Padova.

Sono alcune delle misure di compensazione con cui Leroy Merlin punta ad ottenere l’autorizzazione commerciale per il nuovo punto vendita a Padova ristrutturando l’ex Cattedrale Davanzo con un investimento di circa 35 milioni di euro. le reazioni Il progetto ha superato lunedì uno degli ultimi ostacoli superando la valutazione di impatto ambientale.

«Ora lavoriamo per chiudere l’ultima questione nel più breve tempo possibile», afferma l’assessore al Commercio Antonio Bressa, «il nostro obiettivo, e in piena collaborazione con la società, è quello di creare il massimo beneficio per le attività locali». Tra le misure di compensazione, per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, c’è l’obbligo di riduzione degli imballaggi, la sistemazione a verde di aree residuali e lungo la nuova viabilità, la realizzazione di una fermata dell’autobus, l’accesso ciclabile da via Vicenza e l’utilizzo di acqua di irrigazione attraverso raccolta dei bacini di laminazione.

L’intervento sarà caratterizzato da un investimento di circa 35 milioni di euro, con un canone annuo a favore del Comune di 45.000 euro per cinquant’anni di concessione. il progetto Lunedì è dunque arrivato l’atteso via libera della valutazione di impatto ambientale per il progetto di Leroy Merlin, la multinazionale del bricolage che vuole aprire un nuovo punto vendita a Padova ristrutturando l’ex Cattedrale Davanzo con un investimento di 35 milioni di euro.

Il Comitato tecnico aveva dovuto superare il parere dell’Autorità di bacino sul rischio di allagamenti. Allagamenti che deriverebbero in particolare dalle possibili piene del Bacchiglione, un fiume condizionato soprattutto dalle precipitazioni nelle aree montane e pedemontane, che già nell’alluvione del 2010 ha creato non pochi problemi. Era stato direttamente il responsabile dello studio di impatto ambientale, Giovanni Campeol, supportato dalla responsabile della compatibilità idraulica Anita Scalco, a rispondere alle contestazioni.

«Il proponente ha affermato la consapevolezza che l’area dell’ex Foro Boario potrebbe essere oggetto di allagamenti, per cui adotterà tutte le precauzioni possibili per la tutela dei beni mobili che saranno allocati nella struttura commerciale» era il contenuto della replica. Le controdeduzioni erano state poi confermate dal Comune di Padova che aveva condiviso le azioni proposte dalla società. E alla fine è arrivato l’atteso via libera. — 

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