Covid Economy, le aziende che hanno scommesso sulla lotta contro la pandemia

Aziende che trasformano le proprie linee produttive per realizzare sistemi di sanificazione, gel igienizzati, conversione per realizzare mascherine o visori protettivi, ma anche aziende alimentari che spingono sulla consegna a domicilio o imprese farmaceutiche che spingono sugli integratori alimentari

La fatica della pandemia, la disillusione, la paura, tutte cose che molte aziende hanno cercato di esorcizzare, cercando nuovi business o modificando i propri per rispondere alle nuove esigenze dettate dalla crisi sanitaria.

Aziende che trasformano le proprie linee produttive per realizzare sistemi di sanificazione, gel igienizzati, conversione per realizzare mascherine o visori protettivi, ma anche aziende alimentari che spingono sulla consegna a domicilio o imprese farmaceutiche che spingono sugli integratori alimentari.

È il caso di Bios Line, uno dei brand più conosciuti nella produzione di integratori e cosmetici naturali, che chiuderà il 2020 in crescita dell’8%, con un fatturato attorno ai 35 milioni di euro, stabile in erboristeria e in crescita di farmacia e parafarmacia dove la specializzazione nel prodotto fitoterapico di Bios Line è stata particolarmente apprezzata.

E questo perché mentre la cosmesi a causa della pandemia era in forte contrazione l’azienda ha cavalcato la richiesta di integratori che sostengono le difese immunitarie. (Clicca sul link sotto per leggere tutto l'articolo)

Sotto la bandiera di #united4eyecare invece Safilo ha avviato le linee di produzione riconvertite nei propri stabilimenti di Santa Maria di Sala (Venezia) e Lenti a Brembate di Sopra (Bergamo) per produrre maschere e visori protettivi che saranno donati ad alcuni ospedali di Bergamo, Brescia e Padova.

Anche le nuove aziende spingono per una economia orientata a difendersi dalla crisi sanitaria, nella certezza che la nuova normalità necessiterà di nuove modalità di interazione tra le persone: sistemi di sanificazione capaci di eliminare la presenza di Covid-19 negli ambienti, sensori in grado di «svelare» assembramenti, applicazioni digitali per evitare le code ai drive-in per i tamponi.

Storie di innovazione e capacità di adattamento: sei startup, fra le migliori italianesi sono raccontate nel panel «Innovation-vs Covid 19» all’interno di City Vision, l’evento organizzato da Fiera di Padova e Blum.

Ci sono poi i gruppi attivi nel settore sanitario o farmaceutico. Stevanato Group, uno dei principali fornitori delle big Pharma, con l’arrivo ormai prossimo del vaccino anti-Covid dovrà rispondere al vertiginoso aumento della domanda di fiale in vetro, quantificato sul 20% annuo a livello mondiale.

La ricerca riguarda operatori tecnici, operatori specializzati, capolinea e conduttori d’impianto, tutti da inserire nello stabilimento dell’Alta padovana. Il colosso della produzione di fiale in vetro sterile, ma anche di tutto il materiale collegato, è presente in quattro continenti con 12 stabilimenti e 4.000 dipendenti con un incremento, quest’anno, di circa 600 unità di cui 100 solo in Italia.

Un’altra area di forte sviluppo è quella legata alla sanificazione. Il laboratorio del professor Crisanti ha testato i prodotti Sanity System, un’azienda di Limena (PD) e li ha riconosciuti efficaci nell’attività virucida nei confronti del virus SARS-CoV-2 con abbattimento della carica virale superiore al 99%.

Si tratta del primo studio a livello internazionale su un macchinario specifico testato in tutti i suoi programmi. E poi c’è la Greenova di Levada commercializza diversi prodotti per eliminare dalle superfici i virus, con efficacia del 99,99%.

E infine ancora l'aziendaBattistella, che ha creato dalle macchine da stiro alla sanificazione. Si chiama Giove, vaporizzatore alto neanche mezzo metro, leggero, trasportabile, concorrenziale per come abbina facilità d'uso e modico prezzo.

Così l'azienda familiare ha "piegato" il modello industriale in pochi giorni. "Succede così che lo scorso marzo, in pieno lockdown – racconta il presidente Daniele Battistella– mentre mio figlio si ingegna a condividere su Instagram con alcuni clienti fidelizzati progetti di nuovi tavoli con caldaia, io e mio padre, facendo una passeggiata attorno allo stabilimento, ci mettiamo a parlare della pandemia.

E, ragionando sulle possibili novità di mercato, papà mi convince facilmente che sarebbe aumentata ovunque una domanda generalizzata di macchine per la sanificazione".

Quello della sanificazione è un percorso che è tornato a percorrere anche Nardini nella fase 2 della pandemia.

La più antica distilleria d'Italia e leader dal 1779 nel mercato delle grappe e dei liquori di eccellenza, ha deciso di convertire nuovamente una parte della produzione realizzando N-gel, il proprio gel detergente mani alla grappa ad azione igienizzante, in collaborazione con un laboratorio di dermocosmesi.