Italian District, nasce a Trieste il 5 x mille del commercio etico

Così le associazioni e il mondo della cultura possono trovare un canale di finanziamento grazie allo shopping e a un sistema di sconti per i consumatori

TRIESTE Convertire le spese per i propri consumi quotidiani in una sorta di 5 per mille per progetti sociali. Il tutto senza spendere un euro in più di quanto richiesto dalla vita di tutti i giorni. È l’idea - semplice quanto a suo modo rivoluzionaria - alla base del successo di Italian Districs, fra le 26 realtà italiane premiate nei giorni scorsi a Roma dall’Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) nella categoria economia e finanza. Un premio patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Parlamento Europeo, per un progetto nato a Trieste un anno fa e che si propone come opportunità per convertire i propri consumi quotidiani in aiuto concreto nei confronti di associazioni sportive, culturali e sociali.

Una soluzione innovativa in cui le istituzioni hanno creduto e hanno partecipato, in primis il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), ritenendola un modello da diffondere nei territori. «Ogni associazione può decidere di finanziarsi parte delle proprie attività grazie ai consumi dei propri portatori d’interesse - spiega Alessandro Martelli, presidente di Italian Districts - che possono essere tifosi, associati, sostenitori di campagne solidali o clienti». Una sorta di finanziamento fiduciario: «Vogliamo creare un’opportunità di crescita che passi attraverso un senso di comunità e coesione territoriale in cui ognuno mantenga la propria identità. Vogliamo farlo assieme».

La visione creata da Italian Districts e premiata dall’Angi è quella di un sistema economico win-win che permette a tutti i partecipanti, associati e clienti, di raggiungere un proprio utile: i commercianti, attraverso l’incremento del proprio fatturato, le associazioni attraverso un nuovo canale di finanziamento. Infine i privati che possono partecipare a un programma di fidelizzazione ottenendo sconti parziali o totali su abbonamenti, biglietti, merchandising o altri servizi.

Ma come funziona? «Una persona - spiega Martelli - che va a cena al ristorante con un menù da 100 euro può anche sostenere una giusta causa di solidarietà. La transazione viene registrata in un’area riservata, inserendo il codice della tessera del cliente e l’importo transato. Grazie a questa sinergia commerciale si realizzanun progetto di solidarietà comune al quale partecipano commercianti, professionisti e ristoratori che si rendono disponibili a retrocedere alla causa una parte del proprio incasso (cashmove), puntando poi a recuperarlo grazie ad un incremento dei consumi, determinato da quell’incontro tra domanda ed offerta. Un progetto territoriale circolare ed inclusivo, quindi, che focalizza l’attenzione sulle persone e sui negozi fisici a cui vengono dati visibilità e supporto digitale.

Nella primavera del 2021 è previsto un’ulteriore sviluppo di questo sistema, con il lancio di un progetto parallelo rivolto al settore turistico di tutta Italia, che offrirà la possibilità di interagire con le diverse realtà che operano nel comparto attraverso uno strumento unico. Il processo di digitalizzazione per le imprese è fondamentale per rimanere competitivi, soprattutto in questo periodo segnato dall’emergenza Covid. I dati mostrano come la domanda dei servizi regge l’impatto della pandemia e il settore Ict limita il calo al 2% nel 2020; interessanti anche le prospettive per il 2021 e 2022, grazie ai fondi di Next Generation Eu.

Con il recupero nella seconda metà dell’anno in corso, conseguente alla prima negativa parte dell’anno, il settore prevede di chiudere in calo per non più del 2% rispetto all’anno scorso - a 70,5 miliardi di euro - per poi ritornare a crescere del 3,4% nel 2021, a circa 73 miliardi di euro, e del 3,3% nel 2022, a più di 75 miliardi. Un’opportunità senza precedenti che potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione digitale per il Paese all’insegna dell’innovazione e della trasformazione tecnologica. —

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