Centomila saturimetri ad Azienda Zero: in sei mesi l’impresa raddoppia il fatturato

Da 6 a 12 milioni di euro, il boom della Iacer di Martellago che produce termometri digitali e gli strumenti per misurare l’ossigeno nel sangue

VENEZIA. Chi non vorrebbe averlo in casa? Tra gli oggetti cult di questa stagione c’è sicuramente il termometro digitale di ultima generazione e il saturimetro, quel piccolo strumento che applicato a un polpastrello, misura il livello di ossigeno nel sangue.

Per la Iacer di Martellago questa pandemia ha rappresentato il punto di svolta: dai 6 milioni e mezzo di ricavi del 2019, quest’anno chiuderà raddoppiando il fatturato, superando i dodici milioni di euro. Merito della prontezza con cui la piccola impresa - condotta da Massimo Marcon, 53 anni, trevigiano di Conegliano, e da Matteo Zennaro, 45 di Mestre – è riuscita a rispondere alle richieste del mercato.

La settimana scorsa, per dire, si è aggiudicata una gara di Azienda Zero per fornire fino a centomila saturimetri da qui al prossimo anno. Una commessa che, a regime, potrebbe sfiorare da sola il milione di euro.

«Questa stagione di pandemia ha cambiato radicalmente la nostra impresa – spiega Zennaro, amministratore delegato - perchè abbiamo dovuto cambiare completamente il modello organizzativo e strutturarci diversamente, non solo per introdurre lo smart working. Siamo stati molto rapidi a rispondere alle richieste nella prima fase dell’emergenza, collegando la produzione che avviene in Cina e Corea con i canali di vendita in Italia e in Europa. Prima eravamo più rivolti agli strumenti elettromedicali di riabilitazione e fisioterapia (magnetoterapia, laserterapia), ora l’espansione commerciale riguarda soprattuto saturimetri, termometri digitali e, in misura minore, mascherine».

Tanto per capire, quest’anno l’impresa veneziana - che vanta una rete commerciale molto capillare in Italia - è riuscita a vendere quasi trecentomila saturimetri e centomila termometri digitali. L’ultima rilevante commessa, appunto, per Azienda Zero.

«Questa fornitura - aggiunge Zennaro – che condividiamo con un’altra azienda, riguarderà il sistema sanitario regionale». Tutti vogliono il saturimetro, in questo momento. La Iacer - trenta dipendenti ed altrettanti agenti - non si è tirata indietro nel momento dell’emergenza massima, andando incontro a particolari richieste: «Racconto un episodio, tra i tanti – spiega Zennaro –. Siamo stati contattati da un medico ospedaliero marchigiano che aveva i pazienti gravi in corsia e non riusciva a garantire saturimetri per tutti. Ci ha pregato di mandarglieli al più presto, mettendo a disposizione la propria carta di credito: glieli abbiamo regalati e fatti avere in breve tempo».

Pochi giorni fa, inoltre, l’azienda veneziana ha deciso di contribuire all’iniziativa di un Comune lombardo, Albavilla (Como), che consegnerà un saturimetro a tutti gli over 70. Nei prossimi mesi l’azienda, che nasce nel 1969 per produrre impianti di climatizzazione, si trasferirà nella nuova sede di Scorzè, con un investimento da tre milioni di euro.

Nel sito «Contagiamocidibene», inoltre, la Iacer ha raccolto una serie di buone notizie: «Abbiamo deciso di donare 5000 pulsossimetri a Regioni, ospedali e associazioni di volontariato, dando vita all’iniziativa #contagiamocidibene». — D.F. © RIPRODUZIONE RISERVATA