È arrivato l’ok del ministero: Ovs si compra il marchio Stefanel

La cessione - sul piatto 3,2 milioni di euro - riguarda marchio, azienda e negozi, non l’immobile che resta nel compendio dell’amministrazione straordinaria.

MILANO Via libera alla cessione degli asset Stefanel in amministrazione straordinaria a Ovs. Fonti vicine all’acquirente hanno fatto sapere di aver ricevuto l’ok del ministero dello Sviluppo economico al progetto di acquisizione, ristrutturazione e rilancio dell’azienda trevigiana, il cui nome è legato a Trieste anche per la storica sponsorizzazione nel basket. La cessione - sul piatto 3,2 milioni di euro - riguarda marchio, azienda e negozi, non l’immobile che resta nel compendio dell’amministrazione straordinaria. Il piano industriale prevede l’apertura - in tre anni – di una decina di nuovi negozi in Italia a marchio Stefanel e l’estensione del marchio nel segmento bambino col lancio di “Stefanel Kids”. Giovedì era stata la Regione Veneto, presente al Tavolo ministeriale sull’azienda con l’assessore al lavoro Elena Donazzan, a segnalare che la discussione stava chiudersi: «La proposta prevede il mantenimento di 23 punti vendita sui 27 presenti sull’intero territorio nazionale e l’assorbimento di 94 lavoratori (contro i 136 attuali, ndr)».

Nessun impatto per il nostro territorio: anche il punto vendita triestino in corso Italia era già stato chiuso mesi fa; mentre resta intatta nell’area la presenza di Ovs. Tornando al piano resta da chiarire come si svilupperà nel dettaglio e cosa ne sarà del bacino dei lavoratori non ricompreso nel nuovo perimetro aziendale. Pur esprimendo «apprezzamento per la continuità di un marchio importantissimo per il territorio» la Cgil avanza «forti preoccupazioni per la tenuta occupazionale. Non vengono assorbiti, e andranno a chiusura, l'outlet di Levada (Treviso) con 6 dipendenti, il negozio di Verona con 7, quello di Milano con 13 dipendenti e Alessandria con due». Da qui la richiesta di un tavolo con Ovs al Mise in cui discutere piano industriale, prospettive future e tenuta occupazionale: «Il ministero si è impegnato ad attivarsi in tempi brevi e ha coinvolto anche il Dicastero del Lavoro per la verifica degli strumenti di copertura per i lavoratori».

Stefanel è un marchio storico dell’abbigliamento italiano, in crisi dal 2016, quando si aprì all’ingresso dei fondi Oxy Capital e Attestor Capital specializzati in ristrutturazione di aziende in forte difficoltà. Le due società avevano sottoscritto un aumento di capitale da 10 milioni, con Giuseppe Stefanel rimasto con una quota minoritaria, e promosso un piano di rilancio, che si era scontrato però con un contesto generale di calo degli acquisti di abbigliamento e con la crescita dell’e-commerce. Da qui le ulteriori difficoltà e il ricorso all’amministrazione straordinaria, che aveva esaminato anche l’offerta presentata da una cordata guidata dagli imprenditori Luigi Rossi Luciani (Carel) e Alberto Vacchi (Ima), preferendo poi quella di Ovs per le opportunità di integrazione tra i due brand.

«Stefanel è un marchio storico, che ha ancora un vissuto positivo. Vuol dire donna e maglieria ed è più noto di quanto sia la sua reale dimensione», ha spiegato di recente l’ad di Ovs Stefano Beraldo: «Il nostro obiettivo è arricchire il segmento di donna e maglieria, settore in cui c'è più opportunità di sviluppo oggi perché le abitudini stanno cambiando, si lavorerà più da casa e ci si vestirà in modo comodo, più maglie che giacche». Il logo Stefanel - così Beraldo - servirà a rafforzare «il posizionamento premium» del gruppo: «Vorremmo mantenere la promessa di Stefanel» con la stessa qualità «a prezzi inferiori ma comunque superiori a quelli Ovs». —

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