Officina Stellare, contratto per la fornitura di 4 telescopi per l'Osservatorio Gemini

Il contratto di fornitura siglato da Officina Stellare si inserisce nel quadro di un importante programma scientifico: il progetto GNAO rientra infatti in uno dei tre progetti del programma GEMMA (Gemini in the Era of Multi-Messenger Astronomy), finanziato dalla National Science Foundation attraverso un accordo di cooperazione

VICENZA. Vocazioni da Nordest, cervelli di ritorno e un pizzico di design Made in Italy. Così si spiega il fenomeno Officina Stellare, azienda vicentina di Sarcedo, divenuta leader nella produzione di sistemi ottici destinati all'osservazione spaziale.

Con tali premesse, appena undici anni di storia sono bastati a Officina Stellare per essere quotata in Borsa, e aggiudicarsi commesse come questa annunciata oggi 12 gennaio, relativa a quattro telescopi-laser da realizzare entro il 2024 per testare l'incidenza delle turbolenze atmosferiche nell'osservazione spaziale. Prevalere in questa gara, lanciata da AURA, associazione con cui le università americane promuovono la ricerca astronomica, non significa solo portare a casa un prestigioso "ordine" da due milioni di dollari, centrato ottimizzando il know how di una dozzina di scienziati italiani rientrati in patria dopo essersi formati all'estero.

Comporta anche il consolidamento di Officina Stellare fra i nuovi player di una Space Economy globale attualmente valutata dalla banca d'affari Morgan Stanley attorno ai 350 miliardi di dollari, con potenziale superamento di quota mille miliardi entro il 2040, secondo un trend sviluppato anche dal peso sempre maggiore dello spazio nell'ambito della "difesa" militare.

Colpisce dunque come in appena un decennio questa azienda, che alla fine del 2019 ha dichiarato utili per oltre un milione e 400mila euro, riesca a giostrare da protagonista con i suoi cinquanta dipendenti in un indotto altamente competitivo, dove la commessa americana giunge ad appena un anno di distanza da quella ottenuta per la fornitura di strumentazione scientifica all'Accademia Cinese delle Scienze, sempre per una cifra attorno ai due milioni di dollari.

Conversando con Giovanni Dal Lago, 56 anni, vicentino di Carrè, CEO di Officina Stellare, si scopre che questo boom è una somma di vocazioni. "All'inizio c'è quella che coltivo io, sin da ragazzo, per l'osservazione del cielo – racconta Dal Lago. – E' quella passione a portarmi a conoscere un altro astrofilo, Gino Bucciol da San Donà di Piave, all'epoca dipendente Telecom. Io invece lavoro in un'impresa di famiglia, ma dal nostro incontro nasce la scintilla che nel 2001 cambia la vita a entrambi".

Nasce così Astrotech, azienda costituita prima per distribuire,e poi per produrre occhi astronomici. "In ambito non professionale capiamo subito che un tocco di Made in Italy fa la differenza – racconta Dal Lago – e così lanciamo strumenti dal design molto originale, grazie a cui in America Astrotech viene battezzata la Ferrari dei telescopi".

Le credenziali risultano ideali per il salto del 2009, anno di fondazione di Officina Stellare, costituita in partnership con Auriga, distributore leader in Italia di materiale astronomico. Nel frattempo Dal Lago e Bucciol, tuttora compagni di viaggio nella nuova impresa, non smettono di coltivare la propria passione scientifica, prima lanciando la rivista Le Stelle, dove si avvalgono della collaborazione di un'astronoma della levatura di Margherita Hack, e poi iniziando ad assumere nella loro fabbrica "cervelli di ritorno", scienziati italiani in grado di fare la differenza grazie a quanto hanno appreso durante ricerche e lavori svolti all'estero.

E' un know how destinato ad amplificarsi ora che Officina Stellare ha appena acquisito Dynamic Optycs, start up padovana nata in seno al CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e finalizzata alla ricerca nel campo dell'ottica adattiva,. Tutto ciò consente di vincere gare come questa lanciata da AURA per ottenere telescopi-laser in grado di proiettare nel cielo simulazioni di stelle e galassie dove appurare quanto la loro osservazione può essere condizionata da una qualsiasi turbolenza atmosferica.

Meraviglie scientifiche che nel 2021 si realizzano anche a Sarcedo-Vicenza, senza bisogno di aprire una sede nella californiana Silicon Valley. Ma le vocazioni, si sa, annullano qualsiasi distanza.