M-Cube resiste alla pandemia e punta sullo shopping digitale

Una vetrina allestita con le soluzioni digitali di M-Cube a Milano.

Dopo le acquisizioni in Francia e Regno Unito il fatturato è cresciuto a 36 milioni. L’ad Manlio Romanelli: «Soluzioni audiovisive per fare acquisti a distanza»

TRIESTE Ha vinto la sfida della crisi post-pandemia M-Cube, azienda triestina leader in Italia nelle soluzioni audio-visive digitali e nella gestione dei contenuti per il marketing, che nel 2020 ha registrato ricavi consolidati di gruppo passando in due anni dai 26 milioni di fatturato del 2018 agli attuali 36 milioni, grazie anche a diverse acquisizioni di società del settore.

La storia M-Cube

ha iniziato proprio da Trieste nel 2001 nel settore delle radio in-store, sviluppando un proprio sistema proprietario (hardware e software) per gestire tutti i contenuti, musica e annunci, trasmessi nei punti vendita delle catene retail. Dal 2004 entra anche nel settore segnaletica digitale, ad esempio le informazioni contenute sui display giganti dell’aeroporto o dei negozi.

Un anno di shopping

L’azienda, oggi divenuta leader nei sistemi di comunicazione digitale per il marketing di grandi marchi della moda e retail, ha acquisito il 100% della rivale francese Carlipa, storica azienda del settore con sede a Parigi. Un’acquisizione estremamente strategica per M-Cube, che ha allargato così il suo portfolio clienti nel settore fashion e luxury anche al mercato francese. Nell’ultimo anno ci sono state altre operazioni di shopping: l’inglese &AlchemyDigital, la belga Storever e le italiane Stentle e Videomobile. La crescita delle attività ha coinvolto principalmente le soluzioni Led (+30%), la cartellonistica e comunicazione digitale, che hanno registrato un +65%. Il gruppo ha inoltre consolidato la propria presenza internazionale, con il numero complessivo di clienti che è passato da 406 a 434, alcuni dei quali di livello internazionale. Nata a Trieste nel 2001, M-Cube è presente ora a Milano, Londra, Parigi, Amsterdam, Shanghai e Hong Kong, ha una succursale operativa a New York e una consolidata rete di partner globali. Gestisce 45mila postazioni audiovisive e digitali per oltre 400 brand in vari settori dalla moda di lusso alla grande distribuzione e ristorazione.

Pandemia e strategie

«La sfida del 2021 sarà quella della ripartenza - spiega Manlio Romanelli, uno dei fondatori e attuale titolare dell’azienda - che ci vedrà fornire un sempre maggiore supporto ai marchi nella comprensione e nel raggiungimento dei nuovi trend dettati dall’emergenza da Covid-19, che sono destinati a diventare parte integrante delle abitudini dei consumatori». Gli ultimi mesi del 2020 hanno visto una rivoluzione nei modi di acquisto dei consumatori, con molti brand che hanno iniziato ad investire in maniera importante nella trasformazione digitale. Un cambiamento che non ha preso alla sprovvista l’azienda triestina che punta molto sul supporto audiovisivo al commercio digitale. «M-Cube sta lavorando in questo senso ormai da tempo - prosegue Romanelli - per provare ad ottimizzare al massimo il concetto del “meno tocco e più mi sento a mio agio” figlio del periodo che stiamo vivendo, dovuto all’emergenza da Coronavirus.

Pagamenti digitali

Grazie ai nostri driver il cliente di un negozio può ottenere le informazioni sul prodotto che intende acquistare direttamente sul proprio smartphone, quindi senza dover toccare fisicamente etichette, depliant o foglietti illustrativi. Così come può pagare direttamente dal telefono senza dover utilizzare carte di credito o bancomat». Sono altri due i nuovi canali che, secondo M-Cube, caratterizzeranno le esperienze dei consumatori a breve termine: la possibilità di provare virtualmente il prodotto che si desidera comprare ed ottenere, successivamente, un nuovo livello di gratificazione derivante dal fare acquisti, da percepire in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi luogo, sempre attraverso l’utilizzo di un semplice smartphone. —

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