I duecento anni di Luxardo, l’azienda del Maraschino

La sede della Luxardo a Torreglia, nel Padovano

Nacque nel 1821 a Zara: l’arrivo nel Padovano nel 1947 con la fuga dopo la guerra. Il titolare: «Quest’anniversario è un’emozione profonda»

TORREGLIA. Luxardo festeggia i suoi primi 200 anni. L’azienda, celebre fin dal 1821 per il suo Maraschino, ora distilla e distribuisce in oltre 83 Paesi del mondo anche sambuca e cherry, limoncello, amaretto e molto altro, forte di circa 50 dipendenti e un fatturato 2019 da quasi 30 milioni di euro (+ 20% sul 2018). La corsa del triennio 2017-2019 è stata frenata da un 2020 chiuso a –14%.


Una battuta d’arresto che non spaventa una famiglia da sette generazioni capace di superare qualsiasi ostacolo. Perché il Maraschino Luxardo, dal 1947 parte integrante della tradizione di Torreglia, è nato in effetti in Dalmazia, pochi anni dopo l’annessione di quelle terre, veneziane da secoli, all’Impero Asburgico con la Restaurazione e il Congresso di Vienna. Era il 1817 quando il nobile genovese Girolamo Luxardo sbarcò a Zara come rappresentante consolare del Regno di Sardegna con la moglie Maria Canevari e i loro quattro figli (in seguito diventati otto).

Il fondatore Girolamo Luxardo

Fu la moglie a dedicarsi, come era uso al tempo, a produrre liquori in casa, prestando la sua attenzione a un rosolio che nella cittadina dalmata era conosciuto sin dal Medioevo col nome di “Rosolio Maraschino” . Un successo che spinse Girolamo a fondare nel 1821 una fabbrica destinata alla produzione del liquore. Dopo 8 anni di rielaborazioni e studi Girolamo chiese e ottenne, dall’Imperatore d’Austria un privilegio che riservava all’inventore la produzione esclusiva di quel liquore per 15 anni.

Nacque così la fortuna di una famiglia da sempre legata alla propria terra d’origine, e che da questa ottenne, dopo la fine della Prima guerra mondiale e l’annessione di Zara, una rinnovata attenzione anche in termini commerciali. Luxardo diventò in breve il primo produttore di liquori del Regno d’Italia. Poi il secondo conflitto mondiale con le forze dell’Asse a invadere l’Europa.

La prima sede della Luxardo a Zara

E se per il resto del mondo la fine della guerra fu l’inizio di una nuova vita, per la famiglia Luxardo, italiana di Dalmazia, questa si trasformò in una tragedia: la confisca dei beni e della fabbrica, l’uccisione di tre dei membri della famiglia, la fuga via mare verso le coste italiane risalendo l’Adriatico su una barca a vela.

Fu grazie a una consulenza dell’Università di Firenze che i Luxardo superstiti scelsero Torreglia, acquistando nel 1947 un terreno dalla ditta Pezziol, che faceva il Cynar. Qui piantarono di nuovo le loro Marasche e ripresero a distillare liquori, fino ad oggi.

«Essere qui a raccontare i nostri 200 anni» commenta Franco Luxardo, senior partner dell’azienda di famiglia, «è una profonda emozione. Non sempre è possibile festeggiare queste ricorrenze di persona, a me succede oggi e ne sono orgoglioso: con il pensiero rivolto al passato e la speranza nelle nuove generazioni». —