Benedetti (Danieli): "Con Saipem e Leonardo creeremo forni ad alimentazione elettrica super digitalizzati"

La nuova soluzione tecnologica che nascera dall'alleanza tra i tre gruppi prevede la sostituzione del processo produttivo convenzionale dell’acciaio, basato sugli altoforni, con un nuovo processo che utilizzerà forni ad alimentazione elettrica ibrida integrati a impianti di riduzione diretta del minerale di ferro per mezzo di una miscela di metano e idrogeno per ottenere un acciaio green con emissioni limitate

UDINE. Quando si parla di riconvertire impianti per la produzione di acciaio alimentati a carbone, il pensiero non può che andare - in Italia - all’Ilva. Ma ce ne sono diversi, nel nostro Paese e nel mondo, che sono altrettanti buoni candidati ad una riconversione green.

E se Danieli Officine Meccaniche spa è già leader nella progettazione e costruzione di acciaierie decisamente eco-compatibili, ora la sfida è proporre impianti chiavi in mano che, magari, possano anche produrre energia elettrica, e che siano in grado di utilizzare carburanti a basso impatto, dal metano all’idrogeno.

Ed ecco l’alleanza, siglata ieri, tra Danieli, Leonardo e Saipem grazie alla quale i tre gruppi si proporranno insieme in progetti di riconversione sostenibile di impianti primari energy intensive nel settore siderurgico, sia in Italia, in particolare nel mezzogiorno, sia all’estero, facendo da traino e da integratori di una filiera tecnologica e produttiva italiana che costituisce una eccellenza a livello mondiale.

Laddove si parla di impianti da riconvertire al sud, lei pensa all’Ilva?

«Certo che ci pensiamo - risponde Gianpietro Benedetti, presidente di Danieli -, ma non è l’unico impianto candidato ad una riconversione, ce ne sono molti altri anche in Europa e nel mondo».

È un iter in forte accelerazione?

«Assolutamente sì. Oggi le emissioni di C02 vengono colpite da una tassa che si riverbera sul prezzo finito dell’acciaio, dai 30 ai 40 euro per tonnellata, ed è una tassa destinata ad innalzarsi sino a raddoppiare nel volgere di non molti anni. Da qui l’interesse dei produttori ad investire per abbattere le emissioni e restare competitivi».

Perché questa alleanza?

«Perché Danieli, Leonardo e Saipem, hanno competenze molto elevate, e diverse che, messe insieme, generano una capacità direi unica per affrontare la sfida dell’eliminazione del carbone dalla produzione di acciaio sostituendolo con il gas, che già abbatte della metà le emissioni in atmosfera, e in prospettiva con l’idrogeno».

Che cosa proporrete al mercato?

«La nuova soluzione tecnologica prevede la sostituzione del processo produttivo convenzionale dell’acciaio, basato sugli altoforni, con un nuovo processo che utilizzerà forni ad alimentazione elettrica ibrida integrati a impianti di riduzione diretta del minerale di ferro per mezzo di una miscela di metano e idrogeno per ottenere un acciaio green con emissioni limitate di Green House Gas».

Qual è il ruolo dei tre partner?

« Danieli si propone come appaltatore per la fornitura degli equipaggiamenti tecnologici di riduzione diretta e di forni elettrici. Saipem si occuperà della realizzazione in loco degli impianti, integrando tecnologie e competenze nelle filiere del gas naturale, dell’idrogeno e della cattura della CO2. Leonardo, attraverso la Divisone Cyber Security, assumerà il ruolo di digital and security technological partner per le soluzioni integrate in ambito Industry 4.0 volte all’ottimizzazione in sicurezza dei processi di produzione, oltre che per la protezione delle componenti fisiche e digitali». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA