Il presidente della Camera di Commercio Italo-Russa: "Nonostante le sanzioni restiamo il quinto paese partner"

L'intervista a Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR) e fondatore del fondo d’investimento Mikro Kapital specializzato in servizi di microfinanza alle PMI in oltre 15 paesi tra Europa ed Asia. Anche con il Covid e il blocco degli spostamenti l'interscambio conserva buone prospettive

VICENZA. Il saldo dell’interscambio Veneto-Russia è ampiamente positivo: secondo dati forniti dall’Ambasciata d’Italia a Mosca nei primi tre trimestri del 2020 è salito al 68,5% nonostante il calo tendenziale di circa il 9% delle esportazioni.

Perché nello stesso periodo l’import dalla Russia è sceso di ben il 36%, causa svalutazione del rublo e calo di materie prime, prodotti petroliferi e siderurgici. Macchinari, abbigliamento e mobili sono le tre principali voci dell’export veneto in Russia. Nel 2019 pesavano rispettivamente per 29%, 15% e 8% degli oltre 1,3 miliardi di euro di esportazioni verso Mosca.

Prospettive export, e-commerce e internazionalizzazione in Russia: intervista a Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR) e fondatore del fondo d’investimento Mikro Kapital specializzato in servizi di microfinanza alle PMI in oltre 15 paesi tra Europa ed Asia.

Come va l’interscambio commerciale tra Italia e Russia?

“Nonostante le sanzioni l’Italia è rimasta il quinto paese partner con la Federazione Russa. Secondo dati ICE tra gennaio e luglio 2020 l’interscambio tra i due paesi si è contratto del 23,4%, giù a 9,7 miliardi di euro (nello stesso periodo 2019 era di 22,5 miliardi di euro). L’import-export tra Roma e Mosca è sceso del 9,4% dall’Italia e del 33% dalla Russia. Numeri sicuramente non confortevoli, causati da una brusca chiusura dei confini e della riduzione agli spostamenti. Nonostante i dati mostrino uno scenario negativo, il business italo-russo rimane comunque in forma con buone aspettative di crescita”.

Su cosa puntare per il 2021?

“Le previsioni hanno tutte segno positivo. Ci sono settori russi che stanno crescendo nonostante la crisi. Chimica, farmaceutica, agroalimentare, bevande e sistema casa nel 2020 hanno registrato crescite nella domanda tra il 5 e il 12%”.

E-commerce per l’export?

“Con quasi cento milioni di utenti Internet la Russia è il più grande mercato digitale d'Europa. L'e-commerce russo è in fortissima crescita da alcuni anni, sia B2C sia B2B. Nel 2019 ha superato i 17 miliardi di euro mettendo a segno un +20% tendenziale e le previsioni lo proiettano a oltre 46 miliardi entro il 2023. Per vendere on line nella Federazione Russa è necessario utilizzare le giuste piattaforme locali, o realizzare il proprio portale web localizzato per lingua e cultura russa e attivare campagne di promozione e servizi attraverso i vari motori di ricerca, social network e le altre piattaforme social media disponibili”.

Suggerimenti in particolare?

“Sul fronte B2C c’è l’opportunità degli e-commerce cross-border, che nel 2019 hanno registrato un fatturato di circa 8 miliardi di euro (+58% rispetto agli anni precedenti). Con le nuove normative è infatti possibile acquistare senza dazi doganali da marketplace internazionali non localizzati in Russia oggetti del valore non superiore a 200 dollari compresa la spedizione. Questa può essere una prima soluzione per affrontare il mercato russo senza dover investire direttamente”.

Quali sono i portali più popolari tra i consumatori russi?

“WildBerries, Ozon e AliExpress Russia sono negozi generalisti dove si può trovare veramente di tutto. Ci sono poi anche piattaforme più specifiche come Citilink, MVideo ed Eldorado per l’elettronica e gli elettrodomestici”. E per il B2B? “In Russia sono utilizzate le principali piattaforme B2B all’ingrosso come Alibaba, All-biz, DHgate, Global Sources, Europages, TradeKey, IndiaMart. Esistono anche piattaforme locali, che nella maggior parte dei casi sono specifiche per uno o più settori. Inoltre ci sono numerosi siti specializzati in tender per grandi aziende private e statali, dove si possono trovare le procedure per presentare offerte o fare annunci di vendita di beni e servizi”.

E per quanto riguarda l’internazionalizzazione?

“Da alcuni anni in Russia c’è il progetto ‘Made with Italy’, sostenuto anche dalla nostra rappresentanza diplomatico-consolare, che permette di usare il know-how e le tecnologie italiane in Russia creando localmente imprese e joint-venture. Nato per permettere alle imprese italiane di continuare a servire la Russia durante il periodo delle sanzioni, sarà sempre più attuale: basti pensare allo sviluppo atteso nel 2050 degli stati emergenti nell’Eurasia. L’Italia può e deve essere un partner strategico ma deve innovarsi e aprirsi a nuove opportunità e soluzioni. Come Camera di Commercio italo-russa però vorremmo che questa collaborazione non rimanesse solo a senso unico ma ci fosse la possibilità di estenderla anche al Made with Russia”.

In che ambiti?

“Ci sono dei settori dove l’Italia non è leader: per esempio l’informatica, dove l’apporto delle imprese russe potrebbe creare localmente grandi partnership”.

LA SCHEDA

La Camera di Commercio Italo-Russa è attiva da oltre 56 anni e si inserisce operativamente nelle attività della diplomazia economica italiana in Russia. Offre servizi tecnologici digitali per accesso facilitato alle informazioni, con l’obiettivo di ridurre drasticamente burocrazia, code, tempi d’attesa.

Servizi digitalizzati per permettere agli associati di continuare a lavorare con la Russia, nonostante la chiusura dei confini. Canali preferenziali con alcune regioni russe per promuovere le opportunità che le varie regioni distanti da Mosca possono offrire alle imprese italiane. Progettualità con alcune Regioni italiane per far comprendere alle imprese italiane, soprattutto alle PMI, come potersi affacciare al mercato russo.

Nel 2021 ha lanciato l'innovativa piattaforma che analizza e seleziona tutti le richieste commerciali e di tender offerte da imprese private e pubbliche russe. Servizio speciale di al monitoraggio di tender disponibili nella Federazione Russa Costituzione di comitati camerali merceologici per la creazione di tavoli di lavoro per discussioni e networking tra imprese. Seminari mensili su e-commerce per assistere nei primi passi le imprese italiane, soprattutto le PMI.