Assindustria Venetocentro: «Ripartito il cantiere della fusione con Venezia»

Alla presentazione del libro che racconta la storia imprenditoriale di Maria Cristina Piovesana, l'attuale vicepresidente nazionale di Confindustria ha detto: «Avevamo disegnato con Finco un grande centro veneto metropolitano con Venezia, quello che è sempre mancato. La pandemia ha rallentato il progetto, noi ci crediamo ancora, un obiettivo da perseguire in futuro»

PADOVA. «Avevamo disegnato con Finco un grande centro veneto metropolitano con Venezia, quello che è sempre mancato. La pandemia ha rallentato il progetto, noi ci crediamo ancora, un obiettivo da perseguire in futuro».

La storia personale, imprenditoriale e associativa di Maria Cristina Piovesana è al centro del nuovo libro "Una speranza chiamata impresa - Più uniti per competere" (Marsilio) scritto da Alberto Beggiolini e presentato ieri via zoom. Un'occasione per fare il punto della situazione economica nazionale e le sfide dell'imprenditoria veneta.

«Il Nordest è sempre stato aperto alle sfide internazionali, gli imprenditori si confrontano con organizzazioni diverse e magari ripropongono i modelli a casa, siamo un grande laboratorio - ha detto Piovesana, ex presidente di Assindustria Venetocentro, ora vicepresidente di Confindustria nazionale -. Negli anni i distretti si sono trasformati in filiere: è questo il modello vincente, con le imprese più innovative trascinano le altre. A mancare però è sempre stata una visione d'insieme, si sono preferiti i campanili».

Piovesana guida l'azienda di famiglia Alf Group di Francenigo (Treviso), attiva nel settore dell'arredamento, che quest'anno compirà 70 anni. Un'azienda che sfrutta le nuove tecnologie e dialoga con l'e-commerce Alibaba su come portare i propri prodotti sul mercato cinese.

«Le imprese avranno un ruolo fondamentale, nei prossimi mesi disegneremo un nuovo mondo, con nuovi valori quali l'inclusione, sostenibilità e ambiente - aggiunge Piovesana -. L'Europa diventerà un insieme di popoli che collaboreranno sempre più».

Il direttore generale di Assindustria Venetocentro Giuseppe Milan ha ricordato i passaggi dell'unione tra Padova e Treviso e le prossime sfide della contrattazione. «Nel 2008 ci sono stati i primi approcci con Venezia, poi non proseguiti, mentre il sistema aperto Treviso con Padova iniziato nel 2018 si è concluso in un anno - spiega -. Con Venezia ora il cantiere è ripartito».

Ma la sfida sono le relazioni sindacali. «Dopo l'ultimo rinnovo dei metalmeccanici, per il prossimo, si dovrà pensare a nuove modalità più evolute - ha aggiunto Milan -. C'è da ripensare i modelli negoziali del contratto di lavoro, dovremo fare i conti ad esempio con il salario minimo legale». Le aziende intanto devono far fronte al crollo della produzione del 2020 causa Covid.

«In passato per superare le crisi è stato fondamentale puntare sulla qualità dei prodotti e servizi, sono confidente nella resilienza delle nostre aziende», ha aggiunto Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo. «Nel Nordest nel 2020 abbiamo erogato 10,7 miliardi (+40%) a famiglie e imprese. L'Italia per recuperare quanto perso lo scorso anno dovrà arrivare al 2025, mentre la Germania a fine 2022. Bisogna cambiare velocità, puntare sugli investimenti pubblici, sorretti anche dai quelli privati».

«La lettura di questo libro avvincente ripercorre l'esperienza di come Maria Cristina ha saputo affermarsi come imprenditrice - ha ricordato Leopoldo Destro, presidente di Assindustria Venetocentro nell'introduzione dell'evento - e poi alla guida di una grande associazione industriali come Unindustria Treviso, crearsi una bella famiglia, assumere decisioni in prima persona, con grande passione, energia, e direi anche curiosità per nuovi progetti e iniziative». Prossimo appuntamento a marzo con il nuovo volume dedicato a Massimo Finco dal titolo "Impresa è comunità. Nessuno si salva da solo". --