Atlantia, insufficiente l'offerta di Cdp  per Autostrade

Bocciata la proposta avanzata dal consorzio Cdp-Blackstone-Macquarie di 8 miliardi per l'88% di Aspi che non sarà esaminata nel corso dell'assemblea di marzo che dovrebbe deliberare invece su una proroga al 31 luglio del termine per il deposito di offerte vincolanti

UDINE - Due anni e nessun passo avanti nella tormentata vicenda della cessione della quota di controllo di Autostrade per l'Italia.

La proposta, arrivata ieri, venerdì 26 febbraio, dal consorzio Cdp-Blackstone-Macquarie di 8 miliardi per l'88% della concessionaria, è stata ritenuta "insufficiente" e inferiore alle attese e, quindi, nemmeno valutata.

Nè lo sarà dalla prossima assemblea degli azionisti.

E' stato dato mandato al presidente Fabio Cerchiai e all'ad Carlo Bertazzo, affinchè, con l'aiuto di advisor, verifichino la possibilità di introdurre significativi miglioramenti alla proposta.

Aspi è stata valutata da Cdp 9,1 miliardi di euro e nell'offerta della cordata sono state inserite anche due clausole per circa 1,5 miliardi di euro a carico di Atlantia: di tratta di una manleva (garanzia) sui danni indiretti legati al crollo del ponte Morandi fino a 700 milioni e di altre clausole per contenziosi legali.

Ma Atlantia ha già pagato 800 milioni di danni causati dal crollo del Morandi di cui 300 milioni per la costruzione del nuovo ponte.

Nell'Assemblea straordinaria del 29 marzo prossimo Atlantia si riunirà per deliberare circa una proroga al 31 luglio del termine, originariamente fissato al 31 marzo nel progetto di scissione e nell'ambito della strategia 'dual track', per la presentazione di eventuali offerte vincolanti da parte di terzi per l'acquisto della partecipazione di controllo pari al 62,8% di Autostrade Concessioni e Costruzioni spa

Per i fondi, azionisti della spa, la valutazione totale di Aspi è compresa tra 11 e 14 miliardi di euro.

Secondo Tci, secondo azionista di Atlantia con una quota di circa il 10%, «in normali condizioni di mercato, e nel rispetto del quadro normativo, Aspi potrebbe essere valutata tranquillamente 11-12 miliardi» ma «la minaccia di revoca senza il pagamento del risarcimento dovuto, come previsto dal quadro normativo, ha dissuaso molti potenziali acquirenti dal partecipare al processo di cessione dell'asset» e pertanto in questo contesto il prezzo offerto da Cdp «non può essere considerato equo».

Per Spinecap la valutazione totale di Aspi non può essere inferiore a 12,5 miliardi di euro.