Atlantia-Aspi, mentre il Governo preme per l'intesa con Cdp anche Florentino Perez si fa sotto per la quota in Autostrade

Il documento inviato dal ministro delle infrastrutture sarà illustrato ai consiglieri di Atlantia nel corso del cda convocato per l'8 aprile, nella missiva Giovannini ricorda gli estremi dell'accordo del 14 luglio, dove il passaggio di controllo della concessionaria Aspi deve avvenire ad "a un preciso soggetto a partecipazione statale". Intanto si fa avanti Perez

ROMA. Lettera del ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili Enrico Giovannini ad Atlantia sulla questione Autostrade. La missiva, secondo quanto riporta il quotidiano Mf che ne cita ampi stralci sarebbe stata inviata dal ministro in risposta ad una richiesta di incontro da parte della società.

Il ministro premette che il ministero «sta completando insieme al ministero dell'Economia le verifiche di coordinamento del Pef, dell'atto aggiuntivo e dei suoi allegati» e che l'approvazione del Cipe «non potrà comunque prescindere dall'acquisizione del parere dell'Avvocatura dello Stato sull'ipotesi di accordo negoziale necessario per chiudere la procedura per grave inadempimento».

Il ministro precisa poi sul ruolo pubblico: «Con riguardo al vostro rilievo per cui la clausola prevista dell'articolo 10 dello schema dell'accordo negoziale oggetto della trattativa resterebbe non condivisa dalla parte privata», «devo farvi presente», «che tale posizione mi risulta porsi in contrasto con la proposta di trattativa congiunta con Aspi e Atlantia del 14 luglio indirizzata al precedente governo e con la quale è stata prospettata la stipula di un accordo negoziale per la chiusura di procedimento di grave inadempimento, unitamente al perfezionamento di un'operazione societaria di passaggio di controllo della concessionaria Aspi a un preciso soggetto a partecipazione statale».

Il ministro precisa che risulta «che tale proposta sia stata a suo tempo accolta dal governo il quale ha valutato positivamente e congiuntamente gli elementi essenziali dell'accordo e quelli relativi al mutamento dell'assetto societario del concessionario nei termini da voi prospettati idoneo a garantire un presidio pubblico nella gestione della concessione», e che tale aspetto: «ha rappresentato e tuttora rappresenta una condizione essenziale per la parte pubblica al fine di pervenire a una definizione bonaria della procedura di contestazione».

Mentre si scalda il fronte interno del negoziato, anche in Spagna c'è chi ha iniziato a scalpitare per il dossier Autostrade. «Ci metteremo intorno ad un tavolo con i nostri soci di Abertis per studiare la possibilità di formare un grande gruppo autostradale europeo» ha detto il presidente del gruppo spagnolo ACS, Florentino Perez, in un incontro con gli analisti circa la possibilità di acquisire la quota di Atlantia in Aspi.

È la seconda volta che Perez fa questa affermazione, la prima è stata un mese fa quando ha presentato i dati di Acs, in cui ha spiegato che con la vendita della società energetica Cobra alla francese Vinci, gli dovranno arrivare 4,9 miliardi di euro, che serviranno a fare nuovi investimenti.