Wärtsilä punta sull’energia pulita: «Presto motori a idrogeno verde»

Nel Recovery Fund stanziati 70 miliardi destinati alle fonti rinnovabili. Il gruppo finlandese con base a Trieste accelera la riconversione. Parla il direttore Energy Solutions Marco Golinelli

TRIESTE. L’ultimo rapporto sul clima delle Nazioni Unite lancia un chiaro messaggio all'Italia: per decarbonizzare al minor costo possibile è necessario aumentare in modo massiccio i livelli di energia rinnovabile entro il 2030. La domanda di energia elettrica in tutta Europa è diminuita a causa dei lockdown imposti dai governi per fermare la diffusione del coronavirus.

Nonostante gli impegni globali e gli sforzi europei come Green Deal e Next Generation Ue, il mondo post-Covid rischia di pagare un prezzo pesante in termini di occupazione. Secondo un report del colosso finlandese dei grandi motori Wärtsilä i governi del G20 hanno speso 216 miliardi di dollari per sostenere l'energia fossile rispetto ai 145 miliardi di dollari per l'energia pulita. Troppo poco.

La produzione totale di energia da fonti rinnovabili è rimasta ai livelli pre-crisi. Secondo il rapporto di Wartsila i paesi del G20, inclusi Stati Uniti e Regno Unito, dovrebbero aumentare i loro attuali pacchetti di stimolo per l’energia, concentrandoli sull’energia green e sulla decarbonizzazione. «Investire in fonti rinnovabili come il sole e il vento per garantire la sostenibilità produttiva non è solo la scelta più sostenibile ma è anche la soluzione più economica perchè riduce i consumi», sottolinea Marco Golinelli, direttore Energy Solutions di Wärtsilä Italia che lavora fra Genova e Trieste.

Wärtsilä, che in Italia attualmente occupa circa 1.150 persone, di cui circa 970 a Trieste e le restanti nelle sedi di Genova, Napoli e Taranto, punta a fare la sua parte accelerando la transizione energetica: «Quello che abbiamo imparato è che i sistemi energetici con alti livelli di energie rinnovabili necessitano di una quantità significativa di flessibilità, attraverso lo stoccaggio di energia e la tecnologia di bilanciamento del gas.

Per questo bisogna aumentare urgentemente la produzione di energie rinnovabili», sottolinea Golinelli. I motori a gas del colosso finlandese, destinati sia alla generazione elettrica che alla propulsione navale, già in grado di utilizzare come carburante biometano, potranno in futuro bruciare idrogeno green prodotto da rinnovabili azzerando quindi le proprie emissioni di CO2. In corso c’è anche un progetto pilota con la casa madre finlandese per ridurre la C02 convertendola in combustibile.

La partita delle rinnovabili è importante soprattutto per le sue applicazioni industriali. Lo scorso agosto Wärtsilä ha siglato un accordo con Engie Italia per la fornitura di energia elettrica, vapore e acqua calda al gruppo Marcegaglia, leader mondiale nell'industria della lavorazione dell'acciaio e presente in regione a San Giorgio di Nogaro. Lo stabilimento Marcegaglia di Ravenna sarà così dotato di tre motori Wärtsilä 31SG con una potenza totale di 35,2 Mw.

Gli impianti dovrebbero diventare pienamente operativi entro la fine dell’anno. L’obiettivo di queste tecnologie è quello di accelerare la transizione energetica in modo efficiente in termini di costi. Golinelli chiarisce la questione: «Attraverso la produzione di alte quote di energia rinnovabile possiamo creare le condizioni per produrre combustibili che siano neutrali dal carbonio e che possano concorrere alla decarbonizzazione di tutti i settori ad alta intensità energetica ».

Ma quanta energia flessibile è necessaria per raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabili al minor costo possibile? Il gruppo ha stimato che in Italia occorrono oltre 87,1 Gw di risorse altamente flessibili (generazione a gas combinata con accumulo di batterie) affinché i sistemi energetici possano operare al 100% con energia rinnovabile.La sfida del post-pandemia si giocherà sull’energia verde. —