Acciaierie di Verona, innovazione e 4.0 nel laminatoio Danieli

Oltre al nuovo laminatoio, in attività dallo scorso anno, realizzato un collegamento diretto con l'acciaieria che ha contribuito a ridurre i consumi energetici, le emissioni e i costi di produzione.

UDINE - Non solo un nuovo laminatoio, attivo già dallo scorso anno, ma anche la realizzazione di un nuovo collegamento diretto con l'acciaieria, che ha contribuito a ridurre i consumi energetici, le emissioni e i costi di produzione.

È il risultato di un investimento tutto friulano portato a termine in Veneto dal binomio Pittini-Danieli, il primo come committente, il colosso di Buttrio per la realizzazione e la messa a punto del nuovo impianto delle Acciaierie di Verona, controllata di Pittini, specializzata nella produzione di vergella e tondino per l'edilizia. Il nuovo laminatoio, stando a quanto già annunciato lo scorso anno, ha una capacità produttiva annua di 750 mila metri tra vergella liscia e tondino.

«Si tratta di un impianto dotato di un forno ottimizzato dal punto di vista dei consumi, in grado di ridurre le emissioni di fumi, polveri e anche la formazione di scaglie. Inoltre si gestisce da un unico pulpito, riducendo il numero di operatori sia nelle operazioni di controllo che nelle manutenzioni», spiega il direttore tecnico di Danieli Rolando Paolone.

«Il nuovo laminatoio - conferma un post del gruppo di Buttrio - è stato realizzato utilizzando tecnologie di automazione di assoluta avanguardia sviluppate da Danieli Automation e Digi&Met, che consentono di condurre da un'unica centrale operativa due linee complete di laminazione, con solo undici lavoratori per turno». Un impianto che ha richiesto, sottolinea Danieli, solo diciotto mesi dall'avvio della progettazione all'entrata in funzione.Grazie alle tecnologie utilizzate (la linea di laminazione non è più a treno aperto ma a forni chiusi) e al nuovo collegamento tra acciaieria e laminatoio, l'ultimo step dell'investimento, notevoli sono i miglioramenti anche sotto il profilo della sicurezza dello stabilimento, oltre che in termini di consumi e di emissioni.

Un investimento che stando alle indiscrezioni supererebbe i 200 milioni e che segna un ulteriore passo avanti sulla strada delle produzioni sostenibili per Pittini e uno stabilimento, le Acciaierie di Verona, che a ottobre dello scorso anno ha ottenuto la certificazione Emas per il suo impegno nello sviluppo di strategie per la gestione dell'impatto ambientale.--

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