Top500, le imprese controvento in Veneto: chi sono e come hanno vissuto l’anno della pandemia

Quattro territori chiave dell’analisi di Nordest Economia sulla reazione delle imprese alla crisi sanitaria

BELLUNO – Territorio, il ruolo chiave Le aziende che tornano e i Mondiali “sostenibili” Territorio. Se c’è una parola chiave, anzi, una parola centro di gravità dell’appuntamento bellunese di Top500, martedì 20 aprile, il primo della serie, è sicuramente “territorio”. Un valore aggiunto per le imprese, per la comunità: lo hanno sottolineato le storie aziendali e il racconto di come il Bellunese si è preparato a ospitare i Mondiali di sci e ora le Olimpiadi invernali 2026.

È stato proprio il territorio, con la sua storia manifatturiera, le sue professionalità, la sua capacità di innovazione, a permettere di riportare a casa produzioni che sembravano salpate per sempre verso il Far East, come accessori e componenti per smartphone che permettono di migliorarne le performance video, e oggi tutto ciò significa 400 posti di lavoro a Feltre.

Lo ha raccontato Marco Pezzana, presidente e amministratore delegato di Vitec Manfrotto: «Innovazione nel processo e digitalizzazione, sui quali abbiamo investito dieci milioni di euro negli ultimi cinque anni, ci hanno permesso di tornare a essere competitivi nei confronti dei produttori asiatici non solo nella qualità del prodotto, bensì anche dal punto di vista del prezzo. E produrre qui piuttosto che in Cina ha vantaggi enormi». Belluno è anche un territorio che si è trovato a dover gestire l’organizzazione di un evento storico come i Mondiali di sci in piena pandemia. Da una potenziale catastrofe a un caso di scuola.

«Gli ingredienti più importanti erano già in cucina – ha raccontato Alessandro Benetton (foto) – un territorio magnifico, persone straordinarie, tradizione, bellezze, capacità di ospitare. E abbiamo chiuso economicamente in pari, una sostenibilità economica a braccetto con quella ambientale».

TREVISO – Piccole e indebitate ma si candidano i leader per guidare le filiere. 

Segui il leader. Serve lavoro di squadra, per uscire dalla crisi. Molte aziende da sole non ce la faranno, alle prese con crolli del fatturato e una sottocapitalizzazione sostenibile solo quando le cose vanno bene. In diversi settori chiave dell’economia trevigiana, dallo sportsystem al vino, è necessario dar vita a una stagione delle aggregazioni.

È quanto emerso dal confronti tra imprenditori durante l’appuntamento trevigiano di Top500, in live streaming da Palazzo Giacomelli, mercoledì 21 aprile. Unirsi per essere competitivi, soprattutto sui mercati internazionali: vale per le imprese piccole e sottocapitalizzate, che devono cercare una sponda per reggersi in piedi, ma anche per le “top”, che in questo contesto possono cogliere opportunità di crescita tramite acquisizioni che non siano atti di cannibalismo, bensì azioni di sinergia con aziende più piccoli, complementari, utili per acquisire competenze o nicchie di mercato.

E, da Scarpa a Villa Sandi, è emersa la consapevolezza che serve qualcuno capace di fare da capofila, e con essa l’auto-candidatura. Due imprese su tre nel 2019 hanno fatto registrare un’esposizione a debito, il 46% con un indebitamento che supera il 40% dei ricavi, situazione potenzialmente rischiosa. E si parla di 2019: l’anno nero della pandemia ha sicuramente peggiorato il quadro.

In questo contesto, oltre a mettere in sicurezza la situazione patrimoniale, è necessario individuare i driver dello sviluppo: digitalizzazione e sostenibilità sono quelli irrinunciabili, a prescindere dal proprio settore di attività. 

VENEZIA – La pandemia spariglia «Adattarsi al cliente è la strada per crescere»

Quattro storie diverse, quelle di Safilo, Santa Margherita, Rubelli e San Marco. Ma con tanti punti in comune, a partire da un’inevitabile integrazione fra tradizione e modernità – e la digitalizzazione ne è il binario – per arrivare alla necessità di adattarsi di più alle esigenze del cliente, spesso stravolte dalle condizioni create dalla pandemia.

Lo hanno raccontato i protagonisti stessi nel corso dell’evento live streaming Top500 Venezia dal Parco Vega, giovedì 22 aprile. «Ci sono nuovi consumatori che vanno coltivati – ha spiegato Beniamino Garofalo, amministratore delegato di Santa Margherita Gruppo Vinicolo della famiglia Marzotto, sede a Fossalta di Portogruaro – Nel vino le aziende sono state troppo business to business, devono diventare più “to consumer”». Adattarsi alla pandemia, avvicinarsi al cliente. Per San Marco Group di Marcon, pitture e vernici per l’edilizia, è lo stesso.

«La nostra capacità di adattarci al cambiamento e modificare velocemente è stata fondamentale – ha spiegato la vicepresidente Geremia – a partire da iniziative come la consegna a domicilio dei nostri prodotti quando c’è stato un boom di pitturazione nelle case durante il lockdown».

Sviluppo delle infrastrutture, da quelle portuali fino a quelle fluviali; la connessione con il tessuto imprenditoriale delle altre province della Regione, come Treviso e Padova; e infine, l’appello alla politica ad ascoltare le richieste del mondo produttivo: sono i cardini della ripartenza secondo Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, che ha chiuso i lavori con il suo dialogo con Fabrizio Brancoli, direttore dei nostri quotidiani veneti. 

PADOVA - Innovazione e ricerca la simbiosi con l’ateneo madre delle imprese

Un luogo simbolo, Palazzo Bo, e un’unione che simbolica lo è altrettanto: la casa dell’Università che per un giorno diventa quella delle imprese. L’evento Top500 Padova, che ha chiuso il ciclo dei quattro incontri veneti, lunedì 26 aprile, si è tenuto in quella che il direttore di Nordest Economia, Paolo Possamai, ha definito «la fabbrica del sapere, la madre delle imprese».

La presenza – da otto secoli – dell’Università di Padova è stata il filo conduttore delle quattro storie d’impresa che si sono succedute sul palco. Come nel caso di quella centrifuga di spin off che è Hiref, gruppo attivo nei sistemi di climatizzazione per i data center, 71 milioni di euro di fatturato e una crescita del 38 per cento anno su anno. È da Hiref che è gemmata Jonix, «società – spiega Mauro Mantovan, amministratore delegato – che ha sviluppato una tecnologia di sanificazione contro batteri e muffe e che ha avuto un boom nel 2020».

Jonix ora pensa alla Borsa. Scienza, ricerca, innovazione: il legame con l’Università è forte, vitale. E dal prorettore Antonio Parbonetti è arrivata anche una parte dell’analisi sulla salute dell’economia padovana: «Il calo dei ricavi non si associa a una corrispondente contrazione dei costi», con l’effetto che moltissime imprese «chiuderanno in perdita i bilanci, e questo ne rende difficile la sopravvivenza».

Ha spiegato Parbonetti che il debito vedrà un incremento della sua mediana dall’uno al 12%, e «quando si indebolisce il patrimonio netto si riduce anche la possibilità di avere risorse dal settore bancario». Nel 2021, però, nel Padovano è prevista una ripresa del Pil più rapida (+5, 7%), rispetto alla media nazionale (+4, 8%). Pronti a ripartire, insomma.—

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