Il Wall Street Journal esalta il Prosecco rosé e incorona Bisol e Mionetto: “Sono i migliori”

Lettie Teague, giornalista del Wall Street Journal

La giornalista statunitense assaggia e recensisce 14 bottiglie: un trionfo per i produttori trevigiani delle colline di Conegliano e Valdobbiadene: “Non è solo marketing, c’è alta qualità”

TREVISO. “Prosecco rosé: the bottles actually worth buying this summer”. Ovvero: Prosecco rosé, le bottiglie che vale davvero la pena acquistare quest’estate. In un lungo articolo della giornalista Lettie Teague, il Wall Street Journal esalta il Prosecco rosé incoronando quello di Bisol come il migliore, seguito a ruota da Mionetto.

Non mancano le critiche e i dubbi: secondo la recensione del WSJ, quella del Prosecco rosé è un’operazione che sa di “puro distillato di marketing”. Nonostante ciò, scrive la giornalista americana, sono “rincuorata del fatto che alcuni produttori abbiano realizzato davvero ottimi vini”. E, come detto, nella sua personale classifica spiccano due nomi di punta delle colline di Conegliano e Valdobbiadene: Bisol e Mionetto.

“There weren’t a huge number of Prosecco rosés in any of the stores where I went shopping, though most of the retailers I spoke with told me they expected more soon. Among the 14 Prosecco rosés I purchased for my tasting, many of the bottles exhibited better marketing than winemaking, though there were some bright spots”. Sono 14 i vini testati dall’inviata del Wall Street Journal, che spiega come non ci fossero molti Prosecco rosé nei negozi da lei visitati, anche se i commercianti se ne aspettavano altri a breve. Stroncature pesanti per un paio di esperimenti di produttori californiani con vigneti nella Marca, ottime recensioni invece per Bisol e Mionetto: “The 2020 Bisol1542 Jeio Brut Prosecco Rosé ($20), lithe and lively in a dry and savory style, was my favorite of all of the Prosecco rosés I tasted. Mionetto is another Prosecco producer whose wines have consistently impressed me, and their 2019 Mionetto Extra Dry Prosecco Rosé ($20) proved attractively fruity, soft and a touch sweet”. Bisol dunque “il mio favorito”, scrive la giornalista, e anche Mionetto l’ha impressionata.

Matteo Lunelli e Gianluca Bisol

Per Mionetto il fatturato 2020 ha superato gli 85 milioni di euro (erano stati 92 milioni nel 2019), nello stesso anno la produzione ha toccato i 32 milioni di bottiglie. L’export vale più del 60% del fatturato, con 30 consociate nel mondo. Mionetto è stato tra i primi esportatori di Prosecco nel mondo: ora il rosé Doc – incrocio fra Glera e Pinot nero vinificato in rosso – ha rappresentato una svolta preziosa in tempi di Covid.

Insomma, quello del Prosecco rosé punta a diventare un vero fenomeno commerciale internazionale. Nei giorni scorsi anche Forbes ha magnificato Bisol e Mionetto, ma anche Corvezzo e Botter.