Addio a Alberto Caberlotto, ecco chi era il fondatore di Lotto: fece le scarpe per Gullit e Navratilova

L’azienda fondata da lui insieme ai fratelli nel 1973 era un luogo unico al mondo. Lotto è stata la scarpa della maestosa Martina Navratilova e dell’algido Boris Becker. Le icone che hanno fatto la storia del tennis. Il doppio rettangolo sovrapposto è stato stampigliato sulle maglie di un Milan sul tetto d’Europa

TREVISO. Addio a Alberto Caberlotto, uno degli antesignani del distretto dello Sportsystem di Montebelluna. È storia recente, neppure mezzo secolo fa, quella della scarpa sportiva italiana. Marchi indimenticabili che sono stati calzati dalle leggende del tennis e del calcio. Bjorn Borg, John McEnroe, Martina Navratilova, Boris Becker, Ivan Lendl, Gabriela Sabatini, Monica Seles, ma anche da alcuni indimenticabili del pallone come Ruud Gullit, Roberto Baggio e Dino Zoff. Le scarpe italiane erano il modello, tanto che nel nostro paese Adidas e Nike venivano ad imparare come si facevano. I marchi accompagnavano le imprese di fuoriclasse incredibili, che fosse sulla terra rossa del Roland Garros, sul prato di Wimbledon o sul sintetico di Flushing Meadows. Si trattava di Lotto, Fila, Sergio Tacchini, Superga.

È questo il mondo, l’immaginario che ha lasciato Alberto Caberlotto, 74 anni morto l’11 di maggio e i cui funerali si sono tenuti il 13 di maggio nella sua Montebelluna. L’azienda fondata da lui insieme ai fratelli nel 1973 era un luogo unico al mondo. Lotto è stata la scarpa della maestosa Martina Navratilova e dell’algido Boris Becker. Le icone  che hanno fatto la storia del tennis. Il doppio rettangolo sovrapposto è stato stampigliato sulle maglie di un Milan sul tetto d’Europa, con il trio degli olandesi più forti di sempre: Ruud Gullit, Marco Van Basten e Frank Rijkaard. 

L’azienda visse la più straordinaria delle ascese quando il distretto di Montebelluna era il centro del mondo dello sport, siamo negli anni Ottanta e Novanta- Poi il cambio del mercato, l’ascesa di altri paesi, l’abbandono delle grandi multinazionali per andare a produrre in Asia. A fine anni Novanta, l’azienda ormai prossima a chiedere il concordato, viene acquistata da Andrea Tomat e un gruppo di manager e rilanciata.

«I 48 anni di storia di Lotto nascono dalla volontà di Alberto di fondare nel 1973, insieme ai fratelli Giovanni e Sergio, un’azienda che ha segnato la storia dello sport italiano e internazionale - ricorda Andrea Tomat, Presidente e Amministratore Delegato di Lotto Sport Italia - Quella di Alberto Caberlotto è stata una dichiarazione d’amore per lo sport e per il proprio territorio, che ha contribuito ad accrescere la fama del distretto industriale ad alta specializzazione di Montebelluna».

«Ho conosciuto Alberto quando ho iniziato la mia esperienza in Lotto da responsabile del marketing e delle sponsorizzazioni – continua Tomat - Un incontro che mi ha cambiato la vita portandomi a condividere la storia professionale personale con quella dell’azienda. Alberto era un visionario che guardava sempre avanti alla ricerca di nuovi traguardi. Ottimista di natura, sempre molto disponibile, si sintonizzava immediatamente con chi amava le calzature sportive, che per lui erano tutto. Fu lui a credere nella proposta che gli feci di disegnare la Stadio. Quella scarpa da calcio con il logo verde fece la storia dei mondiali del ’90 e, a distanza di oltre 20 anni, resta ancora un’icona. Rivederla ci ricorderà di Alberto e della sua storia, quella di un uomo che rimarrà nei cuori e nella mente di tutti quelli che lo hanno conosciuto.»