Il patron dell’Hellas Verona Setti indagato per autoriciclaggio, la Gdf sequestra 6,5 milioni

L’imprenditore noto per la proprietà del marchio Manila Grace è indagato dalla Procura di Bologna. Secondo gli investigatori la somma illecitamente sottratta alle casse della società calcistica è stata impiegata indebitamente per ristrutturare un'altra società, così da impedirne il fallimento. Nel 2020 Hellas Verona ha chiuso con utili superiori agli 8,2 milioni di euro

VERONA. Il presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti è indagato dalla Procura di Bologna per appropriazione indebita e autoriciclaggio.

Nei suoi confronti è scattato un sequestro, eseguito dalla Guardia di Finanza, per 6,5 milioni di euro. Secondo gli investigatori è la somma illecitamente sottratta alle casse della società calcistica e impiegata indebitamente per ristrutturare un'altra società, così da impedirne il fallimento.

E' stata anche accertata un'operazione di "maquillage contabile" con cui l'imprenditore modenese avrebbe cercato di nascondere l'origine delle somme di cui si era appropriato.

La società Hellas Verona ha chiuso il 2020 con un incremento dell’utile a 8,2 milioni di euro rispetto ai 218 mila euro del 2019, un risultato legato essenzialmente all’incremento dei ricavi da cessioni di diritti audiovisivi passati dai 6,055 milioni della stagione 2018/2019 agli oltre 29 milioni della stagione 2019/2020 (giocata in serie A dopo la retrocessione in B del 2017), inoltre hanno contribuito all’aumento di oltre 20 milioni del valore di produzione le plusvalenze da cessione pluriennale diritto calciatori, oltre 15 milioni rispetto ai 5,3 milioni dell’anno precedente e altri proventi da gestione calciatori passati dai 3,4 milioni ai 12,1 milioni del 2019.

In cassa a fine periodo Hellas Verona aveva disponibilità liquide per oltre 6,2 milioni di euro. Distribuiti utili nel 2020 per oltre 7,1 milioni di euro