Il Gruppo Pittini investe 30 milioni nell'acciaio sostenibile a Verona e Potenza

© francesco zanet

Grazie a un prestito finalizzato di Bnp Paribas l'azienda lancia una strategia "green" che interessa inizialmente due degli stabilimenti del gruppo

UDINE. Un finanziamento da 30 milioni di euro per proseguire sulla strada della sostenibilità ambientale, obiettivo, quello green, che il gruppo Pittini ha messo al centro delle proprie politiche industriali da tempo e che nei giorni scorsi ha rinnovato sottoscrivendo un sustainable linked load, un prestito finalizzato alla sostenibilità, con Bnl Gruppo Bnp Paribas.

Il finanziamento, che come detto vale 30 milioni e avrà una durata di 6 anni, interesserà prioritariamente lo stabilimento di Potenza e le Acciaierie di Verona.

L'impegno green fa parte del gruppo, che ha il suo quartier generale nella zona industriale di Rivoli di Osoppo (Udine) ed è leader nella produzione di acciai lunghi destinati all'edilizia e all'industria meccanica.

Sforna circa 3 milioni di tonnellate di acciaio l'anno, in 18 strutture produttive e di servizio logistico, con oltre 1.800 collaboratori.

Contenimento delle emissioni, uso razionale delle risorse, gestione sostenibile degli impianti e il loro inserimento nel territorio rappresentano - parola dell'azienda - una priorità.

In Friuli, dove negli anni gli investimenti si sono susseguiti senza soluzione di continuità, come in tutti gli altri stabilimenti del gruppo. Il "positive loan" da 30 milioni sottoscritto con Bnl rafforza l'integrazione degli obiettivi di sostenibilità nella strategia dell'azienda attraverso un meccanismo premiante sul costo del finanziamento legato al raggiungimento di specifici obiettivi di riduzione del consumo idrico e delle emissioni di polveri nei principali stabilimenti produttivi di Pittini.

Come detto, grazie a Bnl il gruppo potrà supportare il suo piano "Sustainable Steel Capex" per la realizzazione di nuovi impianti di trattamento acque e di filtraggio polveri, proseguendo a investire sulla sostenibilità ambientale che rappresenta una leva strategica per sviluppare innovazione e continuare a crescere. Una leva importante, non l'unica.

Oltre all'impegno per ridurre l'impatto ambientale delle proprie attività, il gruppo continua a investire anche sul fronte della formazione, dei propri dipendenti e di quelli che verranno.

Nata nel 2003, tra le prime corporate school d'Italia, Officina Pittini per la formazione oltre a garantire la formazione continua di tutti i collaboratori del gruppo, si è fatta in questi anni parte attiva per l'integrazione tra il mondo del lavoro e il sistema della formazione e istruzione.

Ad aprile 6 giovani neolaureati, scelti tra 400 curricula provenienti da diverse università italiane nell'ambito del progetto Steel engineering, sono stati assunti a tempo indeterminato dall'azienda.

Per i primi 12 mesi seguiranno un percorso di formazione, alternando attività nei diversi reparti produttivi e ore di formazione tecnica avanzata in aula, acquisendo così le conoscenze specialistiche necessarie a ricoprire il ruolo di ingegneri dei processi siderurgici.

Al collegamento tra mondo della formazione e del lavoro contribuisce anche la Fondazione Pittini che il prossimo 4 giugno consegnerà 3 borse di studio del valore di 2.500 euro a 3 studenti del Malignani di Udine, vincitori della sfida Pittini Challenge.