Digitale, sostenibile e sicura: Danieli, 190 milioni di euro per la nuova acciaieria

Inaugurato l’impianto di Pozzuolo del Friuli della Bertoli Safau, la divisione steelmaking del gruppo

UDINE. Acciaierie Bertoli Safau, la divisione steelmaking del gruppo Danieli, ha inaugurato negli stabilimenti ABS di Cargnacco, frazione di Pozzuolo del Friuli, il nuovo Quality Wire Rod 4.0 (QWR), alla presenza del presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

L’investimento di 190 milioni di euro, unito ai 20 mesi di lavoro che hanno visto la stretta collaborazione dei team ABS e Danieli, sono stati necessari per la realizzazione dell’impianto più evoluto al mondo nel settore, che farà giocare ad ABS un ruolo di primissimo piano nel mercato internazionale, senza dimenticare l’indotto che genererà a livello locale, con l’assunzione di 158 figure altamente specializzate.

L'impianto per un processo di produzione digitalizzato, sicuro e sostenibile

QWR 4.0. è la sede delle più avanzate tecnologie con un peso complessivo di 11 mila tonnellate che verranno utilizzate per la produzione di vergella in acciaio speciale e di qualità. A regime vanterà una produttività annua di 500 mila tonnellate a velocità massima di 400km/h.

Con un fatturato di 200 milioni di euro a regime, la produzione sarà equamente distribuita tra il mercato locale e quello estero.

L'inaugurazione, martedì 8 giugno

A differenza della tradizionale vergella per commodities, il nuovo sistema QWR è pensato principalmente per la produzione di vergella di acciai speciali, impiegati in larga misura nel mondo dell’automotive, per applicazioni quali le sospensioni auto, viti di fissaggio motori, bielle e cuscinetti.

Questo sistema introduce molteplici innovazioni nell’ambito della sicurezza, abilitando il concetto “Zero man on the floor”, con la maggior parte delle attività di processo e di controllo fortemente automatizzate. Il processo, altrove guidato manualmente, è gestito da remoto grazie a un innovativo sistema che sfrutta l’intelligenza artificiale e nuovi paradigmi di ergonomia e di “Human-machine interface” e che, tramite l’utilizzo di tablet magnetici disposti lungo il treno di laminazione, migliora notevolmente il controllo dell’impianto. L’impatto ambientale è minimizzato.

Il Gruppo Danieli è una realtà multinazionale attiva nell’ambito dell’industria meccanica e metallurgica, con filiali operative, officine e uffici di progettazione in Europa (Austria, Francia, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Russia, Spagna, Svezia) e Asia (Cina, India, Tailandia, Vietnam, Turchia, Giappone), con centri di servizio in Brasile, Egitto, Stati Uniti, Turchia e Ucraina. La struttura interna impiega complessivamente 9.000 dipendenti su 25 linee di prodotto.

Con sede principale a Buttrio, provincia di Udine, il Gruppo è uno dei tre maggiori costruttori mondiali di macchine ed impianti per la produzione dei metalli. L’azienda si occupa della progettazione e realizzazione di differenti tipologie di impianti siderurgici e industriali, sia nel settore dei prodotti piani e quello dei prodotti lunghi, di cui è leader mondiale. La gamma di prodotti copre tutte le fasi del ciclo di produzione dell’acciaio, dal trattamento del minerale o del rottame, la fusione e la laminazione di prodotti finiti, piani e lunghi.

Il Gruppo nel 2020 ha fatturato complessivamente 2,8 miliardi di euro, con un utile netto di oltre 62 milioni e un investimento annuo in ricerca e sviluppo pari a 140 milioni di euro.

La divisione steelmaking si dedica alla produzione di acciaio. La società principale di questo comparto è Acciaierie Bertoli Safau (ABS) che, nei suoi stabilimenti di Pozzuolo del Friuli e Sisak, in Croazia, si occupa della produzione e vendita di acciai speciali per il mercato dei prodotti lunghi, partendo dal riciclo dei rottami metallici.

La capogruppo Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. è quotata alla borsa valori di Milano dal 1982, conta oltre 5.000 soci ed è controllata dalle famiglie Danieli e Benedetti. Il Gruppo Danieli occupa in Friuli-Venezia Giulia circa 6.000 persone tra diretti e indotto, contribuisce per quasi il 40% all’export annuo della provincia di Udine e per il 20% di quello regionale.