EssilorLuxottica parte il piano di cessione dei 351 negozi per l’acquisizione su GrandVision

Il parterre di potenziali compratori dei 351 negozi comprenderebbe sia player strategici, italiani ed esteri, sia fondi di private equity. In campo ci sarebbero due gruppi specializzati sull'occhialeria: come Fielmann, colosso tedesco con 35 punti vendita in Italia. L'altro competitor in gara sarebbe la multinazionale francese Alain Afflelou

BELLUNO. È partito il processo competitivo per la vendita di 351 negozi che EssilorLuxottica, il big di lenti e occhiali presieduto da Leonardo Del Vecchio e controllato dalla sua Delfin. Il piano di vendita dei punti vendita deve essere effettuato entro i primi di settembre per rispondere alle richieste dell'Antitrust europeo, che ha chiesto la cessione per finalizzare l’operazione di acquisizione della multinazionale olandese GrandVision. Così a quasi due anni dall’Opa sul gruppo di retail controllato dal fondo Hal, operazione da oltre 7 miliardi e 7 mila negozi, il gruppo Essilux avvia dunque il piano per venire incontro alle richieste della concorrenza europea. Secondo indiscrezioni, pubblicate da Il Sole 24 Ore,  dopo la definizione degli advisor (Mediobanca e Lazard), ora sarebbe iniziata la fase delle manifestazioni d'interesse.

Il parterre di potenziali compratori dei 351 negozi comprenderebbe sia player strategici, italiani ed esteri, sia fondi di private equity. L'operazione potrebbe avvenire sia tramite uno «spezzatino» della rete retail sia tramite una vendita in blocco. In campo ci sarebbero due gruppi specializzati sull'occhialeria: come Fielmann, colosso tedesco con 35 punti vendita in Italia e che potrebbe quindi puntare ad accrescere il suo network sul suolo tricolore. L'altro competitor in gara sarebbe la multinazionale francese Alain Afflelou.

Tra i gruppi italiani, dice ancora Il Sole, nel caso di uno spezzatino, potrebbe puntare a scendere in campo anche Vision Group, primo polo distributivo dell'ottica tra i nostri confini, che potrebbe essere più interessato ai soli punti vendita VistaSì. Tra i grandi private equity in corsa potrebbe invece esserci il gruppo finanziario Pai, specializzato nel settore e che ha tra le proprie controllate Marcolin. La maggior parte dei negozi sono in Italia (172 punti vendita), mentre la quota restante è compresa tra Olanda (142 negozi) e Belgio (35).

Nel perimetro (suddiviso tra corner e spazi più grandi) sono inclusi anche oltre 100 punti vendita VistaSì. Prima che scoppiasse il Covid, il perimetro oggetto di cessione aveva un fatturato attorno ai 160 milioni di euro: la valutazione, circolata nelle passate settimane, era attorno ai 280 milioni di euro.