La Torre maltese di Hadid rinasce con l’acciaio Pittini

In un’area abbandonata per vent’anni  sarà ristrutturata a Malta la Mercury Tower. Opera testamento dell’ archistar di origine irachena scomparsa nel 2016

UDINE Non è una semplice commessa, ma un patinato biglietto da visita, destinato a far sfoggio di sé sulle pagine delle più importanti riviste di architettura. Tanto vale il coinvolgimento del gruppo Pittini in uno dei cantieri più iconici del momento: la ristrutturazione della Mercury Tower di Malta firmata da Zaha Hadid, archistar di origine irachena scomparsa nel 2016. L’intervento sulla Mercury House, storica struttura costruita intorno al 1903, situata nel centro turistico e di intrattenimento di Paceville, sulla costa orientale di Malta, è considerata il suo testamento. La testimonianza ultima del genio di Hadid. Sintesi del suo estro, della sua visione, della sua cifra stilistica.

Abbandonata per 20 anni, l’area - che ospita anche due caverne sotterranee risalenti agli anni della Guerra Fredda - è attualmente in fase di riqualificazione anche grazie all’imponente fornitura garantita dal gruppo di Osoppo, che al costruttore, JM Vassallo Vibro Blocks Ltd, consegnerà oltre 5.000 tonnellate di acciaio, sotto forma di tondo in barre, in rotolo, rete e traliccio, garanzie della più assoluta sicurezza antisismica, imprescindibile in opere di queste dimensioni. Il Mercury Tower nascerà su un’area complessiva di 70mila e si svilupperà per 24.500 mq, con due torri che svetteranno rispettivamente una per 40 piani (30 residenziali e 10 adibiti ad attività commerciali ed uffici), l’altra per 25 piani nei quali troveranno spazio un hotel e diversi uffici e attività commerciali. Con 115 metri d’altezza, la prima torre è destinata a ridisegnare lo skyline di Malta: diventerà infatti l’edificio più alto di tutta l’isola.

É concepita come l’insieme di due volumi impilati verticalmente con una svolta centrale, tre piani di transizione che conterranno gli spazi pubblici dell'hotel, tra cui la sua reception e una piscina all'aperto con vista sul mare. Il progetto punta a integrarsi con la città sia a livello del suolo, entrando a far parte del tessuto cittadino, sia in altezza, valorizzando il paesaggio costiero e la natura circostante. Accanto alle torri, una piazza ospiterà un teatro all’aperto, che sarà fiancheggiato da un caffè caratterizzato da un tetto scorrevole e facciate in vetro, attività commerciali e negozi di vario tipo. Una commessa storica, come detto doppiamente importante per il gruppo friulano dell’acciaio, che ha chiuso il 2020 con 1,5 miliardi di euro di fatturato e 3 milioni di tonnellate di acciaio prodotto. Un player sempre più affermato a livello globale, forte di 18 stabilimenti produttivi tra Italia, Austria e Slovenia, di 1.800 collaboratori a libro paga e di un mercato che tocca ormai ben 60 Paesi nel mondo, Malta compresa, un mercato consolidato per il gruppo, che in passato era già stato scelto per realizzare importanti opere di ingegneria sull’isola. Merito - fa sapere il gruppo - della garanzia offerta in termini di qualità del prodotto e di affidabilità nelle relazioni». Come detto, l’imponente opera di riqualificazione del sito è in corso e la fornitura dell’acciaio da parte del gruppo friulano interesserà l’intero progetto.