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Bilancio in pareggio per la Coop sociale Itaca, nonostante la flessione di -11,8% del fatturato

La società attiva in Veneto, Fvg, Alto Adige e Lombardia nella gestione di servizi territoriali, semiresidenziali, domiciliari e per l’infanzia, ha visto il valore della produzione scendere da 50,3 a 44,4 milioni di euro. Occupazione stabile

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COPYRIGHT, 2007 

PORDENONE. L’anno 2020 era iniziato con la preoccupazione derivante dal rinnovo del Contratto nazionale delle Coop Sociali, che avrebbe prodotto un aumento del costo del lavoro di quasi il 5% (il 6% a regime). A ciò si è aggiunta, inattesa, l’emergenza sanitaria da Covid-19 che, dal 24 febbraio 2020, ha catapultato il mondo in un contesto emergenziale.

La pandemia ha imposto alla Cooperativa sociale Itaca nuove priorità organizzative, nuovi obiettivi con misure straordinarie e, con essi, nuovi costi. La diminuzione del fatturato, i maggiori costi del personale a fronte del rinnovato contratto di lavoro, e della produzione, soprattutto per i Dpi, non hanno pregiudicato la solidità e continuità aziendale di Itaca, non solo per il patrimonio finanziario e una buona struttura organizzativa, ma anche grazie ai correttivi posti tempestivamente in essere per fronteggiare la situazione emergenziale.

Grazie a ciò, Itaca è stata in grado di raggiungere il pareggio di bilancio senza intaccare il Fondo Contratti Onerosi, appostato nel 2019 con l’obiettivo di mitigare l’impatto del rinnovo del contratto di lavoro sulla gestione. Un tanto anche a fronte del contesto, che ha imposto lo slittamento di quasi tutte le nuove procedure di affidamento.

In termini di mutualità interna, la sospensione di molti servizi per molti mesi ha determinato la perdita temporanea di lavoro per più del 50% del personale impiegato, con una prevalenza di operatori (assistenti e educatori) dei servizi domiciliari e territoriali e dei servizi semiresidenziali, dove sono più numerosi i contratti part time, per i quali Itaca si è immediatamente attivata con il ricorso agli ammortizzatori sociali.

A fine marzo il Cda ha deciso di anticipare il Fondo di integrazione salariale, che nel corso del 2020 ha riguardato oltre un migliaio di lavoratori e un’anticipazione di quasi 2milioni di euro.

Orietta Antonini

 

«L’impatto del Covid-19 sulla dimensione aziendale e organizzativa è stato notevole – afferma la presidente Orietta Antonini -. La lucidità, la competenza e il buon senso con cui la Cooperativa ha affrontato l’emergenza, ha consentito a Itaca di porre tempestivamente in essere efficaci correttivi. Tra essi il contenimento dei costi fissi indiretti, l’attivazione degli strumenti normativi per l’intercettazione dei sostegni messi a disposizione, l’attivazione degli strumenti contrattuali riferiti alle varianti in corso d’opera, maggiori oneri per la sicurezza, riprogettazioni, oneri straordinari e costi incomprimibili».

Il bilancio numero 28 della Cooperativa sociale Itaca si è così chiuso con un risultato operativo della gestione in pareggio, il fatturato si è attestato a 44,4 milioni di euro (50,3 nel 2019), sostanzialmente stabile l’occupazione, favorevoli i riscontri sulla qualità dei servizi svolti ai quasi 16 mila beneficiari di attività socio assistenziali ed educative attraverso più di 220 contratti e 100 committenti sparsi tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Alto Adige e Lombardia.

L’assemblea di Itaca, svoltasi a distanza con la modalità del rappresentante designato, ha approvato il bilancio 2020.

«L’emergenza sanitaria derivante dalla pandemia da Covid-19 ha già cambiato la nostra complessiva attività – evidenzia la presidente Antonini -. Molti obiettivi e molte azioni sono già stati ripensati e altri lo saranno a breve, in un’ottica di continuità della gestione e accogliendo la sfida di rendere possibili e sostenibili, in quanto essenziali, le relazioni di cura con le regole del distanziamento fisico e sociale».

Nel corso del 2020, il valore della produzione è diminuito da 50,3 a 44,4 milioni di euro (-11,8%), parimenti è diminuito il costo del lavoro che è passato da 40,6 a 36,8 milioni di euro (-9,2%). Sostanzialmente stabile l’occupazione, la presenza femminile è restata all’83%, mentre i lavoratori mediamente occupati sono stati 2053 (2068 l’anno precedente, -0,7%), di cui 1234 soci.

«Desidero ringraziare – conclude la presidente di Itaca – tutte le nostre lavoratrici e tutti i nostri lavoratori impegnati nei territori per aver dimostrato, e perché continuano a dimostrare, senso di responsabilità, professionalità e dedizione nei confronti dei nostri servizi e dei nostri beneficiari. Ciò che siamo e saremo è anche grazie alla loro e nostra capacità di lettura e adattamento ad un presente imprevisto, alla loro e nostra resilienza, orientata con una visione generativa verso il futuro».

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