Costruzioni e manifattura trainano l’occupazione

Mint Images

Nei primi 5 mesi dell’anno il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo: +21.800 Il settore turistico è ancora sotto-dimensionato ma cresce la domanda di lavoro

Elena Del Giudice / UDINE

Costruzioni, istruzione e manifattura: sono questi i settori a maggior richiamo di occupazione in Fvg, che segnano rispettivamente +52,8%, +75,8% e +38,9% rispetto allo scorso anno; alberghi e ristoranti segnano +27% sullo scorso anno, ma -41,6% rispetto al 2019, e anche il terziario vira in positivo, +26,2%, ma resta in negativo sul pre-pandemia.

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro Fvg che ha analizzato il trend nei primi cinque mesi dell’anno, relativamente alle entrate e alle uscite, e le richieste delle imprese per il periodo giugno-luglio.

«I segnali della ripresa economica – commenta Carlos Corvino, responsabile dell’Osservatorio regionale – si rintracciano nel mercato del lavoro del Fvg considerando tanto la dinamica di assunzioni e cessazioni quanto le richieste dei datori di lavoro». Nei primi cinque mesi dell’anno le attivazioni dei rapporti di lavoro sono state nel complesso 80.466, le cessazioni 58.633, con un saldo positivo pari a oltre 21.800 unità. Rispetto allo stesso periodo del 2020 le assunzioni sono in crescita (+29,6%) così come le cessazioni (+5,2%) segno di una ripresa nella dinamica tra domanda e offerta di lavoro. «Questo trend positivo – prosegue Corvino – si osserva, in particolare, dal mese di marzo, in concomitanza con l’allentamento delle misure di contenimento e la graduale uscita dalla “zona rossa” del contagio. Il recupero rispetto al periodo “pre-pandemia” del 2019 sarà graduale ma deciso: già nel solo mese di maggio, infatti, le assunzioni sono in aumento anche rispetto al 2019 (+6%)».

La ripresa delle assunzioni riguarda tanto i maschi (+28,6%) quanto le femmine (+31,6%), con una crescita relativamente più forte per le fasce più giovani (+45,3% per 15-24enni e +32,6% per i 25-34enni). L’incremento riguarda soprattutto il contratto di somministrazione di lavoro (+54,1%) e il lavoro temporaneo (+32,3%), da segnalare anche l’incremento del ricorso al parasubordinato (+17,8%) e delle esperienze di lavoro tramite il tirocinio formativo e di orientamento (+67,3%). Continua ad essere rilevante la crescita, inoltre, del lavoro domestico (+9,6% rispetto al 2020 e +22% rispetto al 2019).

Per quel che riguarda i settori di attività, in forte ripresa si trovano le costruzioni, l’istruzione e il manifatturiero, mentre le attività legate al turismo sono ancora sottodimensionate, sebbene in ripartenza. Guardando alle richieste dei datori di lavoro regionali (Sistema informativo Excelsior-Unioncamere), quelle di giugno (+23,8%) e di luglio (+38,7%) sono in crescita anche rispetto al 2019. Le figure più richieste in questo periodo saranno cuochi, camerieri e altre professioni in campo turistico (circa 2.500 richieste) e gli operai specializzati nella metalmeccanica e elettromeccanica (circa 1.500). Tra gli elementi di criticità, si segnala l’aumento del cosiddetto mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Non si prevede un’esplosione dei licenziamenti, ma va prestata attenzione ai settori che sono stati più colpiti dal Covid, caratterizzati da lavoro indipendente, autonomo o di piccolissima impresa.